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Con Cristo adesso non c'è più un Dio da

cercare, ma un Padre da accogliere.


Con la venuta di Cristo, il Creatore non è più il Dio lontano della Torah, non è più un Dio da cercare, ma è un Padre esclusivamente buono che chiede soltanto di essere accolto perché desidera fondersi con l’uomo. Sì! Gesù desidera espandere la vita dell’uomo fino a fargli raggiungere la Sua stessa condizione divina.

Grazie a Gesù adesso la relazione con Dio non è più basata sull’osservanza di norme sorpassate, ma sull’accogliere la Sua salvezza e praticare un amore simile a quello del Padre. La comunione con Dio non si raggiunge con la meticolosa osservanza dei precetti talmudici, finalmente Gesù ha liberato la religione da tutti gli inutili orpelli dell’antica Legge, proponendo all’uomo di mettersi liberamente a servizio del prossimo, non per dominarlo, ma per comunicargli verità e vita. Adesso tutti gli uomini che accolgono lo Spirito Paraclito hanno una relazione immediata con il Padre, senza bisogno di mediatori, perché sono membri del nuovo popolo tutto sacerdotale, profetico e diaconale:voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (1 Pt 2,9).

Solo nell’accogliere il Vangelo di Cristo l’uomo può avere un rapporto con Dio Padre che supera anche i riti, i sacrifici e il tempio. Gesù non vuole più una religiosità che mantiene le persone in una condizione infantile. Al centro del messaggio di Gesù non c’è il primato dei luoghi di culto, ma c’è l’uomo e la sua dignità. L’autonomia, che nell’Eden l’uomo voleva raggiungere senza Dio, oggi c’è donata per mezzo di Cristo. È un'autonomia non da Dio, ma dal maligno, dalle superstizioni e dal devozionismo.

La vera fede, pertanto, presuppone la consapevolezza di persone mature, che sanno ragionare con la propria testa e camminare con le proprie gambe. La grande novità portata da Gesù è l’aver portato Dio agli uomini. Non è l’uomo che deve servire Dio, perché Egli si prodiga per tutti gli uomini, infatti, Gesù “non è venuto per farsi servire, ma per servire” (Mt 20,28).

Dunque, ciò che conta è la nostra risposta a ciò che il Padre buono fa per noi. Ecco il nuovo culto dei veri “adoratori in spirito e verità” (Gv 4,23), un culto che non si fonda più su uno sterile rubricismo, ma sull’offerta libera a Dio della propria volontà. Tuttavia, il messaggio di Cristo non è per il singolo individuo, ma per una comunità che vive la comunione, vive il Vangelo mettendosi al servizio del prossimo.

                                                                                          mario d’agosto

 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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