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santambrogio

 L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

SECONDO SANT'AMBROGIO

Vescovo di Milano - IV° sec. d.C.

L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande non siate voi la zavorra che impedisce loro di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio della passione, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato, e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.

Sant' Ambrogivs

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CONSACRA LA TUA FAMIGLIA
A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

sacra_famiglia

CONSACRAZIONE 
ALLA SANTA FAMIGLIA

 "O Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, la nostra famiglia si consacra a Te e chiede di essere difesa da ogni pericolo, guidata e sostenuta nell'amore, per tutta la vita e l'eternità. Fa, o Santa Famiglia, che la nostra casa e il nostro cuore siano un cenacolo di preghiera, di pace, di grazia e di comunione. Custodisci nella fedeltà, la nostra vocazione e la nostra missione. Accresci in noi la fede e la santità."

Amen

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              Medjugorje

     BV_Maria

          Messaggio a Ivan
           22 Maggio 2011

 "Cari figli, oggi più che mai desidero invitarvi alla preghiera. Cari figli, satana desidera distruggere le famiglie di oggi, perciò desidero invitarvi al rinnovamento della preghiera famigliare. Pregate, cari figli, nelle famiglie, con i vostri figli, non permettete l'accesso a satana. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata."

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         Messaggio a Ivan
          15 Maggio 2009

Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni. Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie. Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi.

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                             Lettera    
I valori della nostra famiglia

Nella nostra casa viviamo un rapporto d'amore per noi assai prezioso. Abbiamo imparato, tuttavia, che l'amore per crescere deve essere coltivato, consolidando i valori evangelici su cui è fondata la nostra famiglia.

Molte cose si oppongono allo splendore della Verità, per questo, dobbiamo aiutarci reciprocamente a crescere nella Verità e nell'Amore per maturare come persone singole e come famiglia.

Purtroppo quando l'amore coniugale non matura, diventa inevitabilmente un legame soffocante che impedisce all'altro di sbocciare. Una relazione così, produce solo dolore e frustrazione ed è destinata prima o poi a finire, com'è accaduto a tanti nostri amici.

Per questo è importante saper difendere e amare sempre più il nostro amore.Il vero amore non si consuma, anzi, più lo doniamo e più cresce. Nella misura in cui io e te ci amiamo, così siamo in grado di amare i nostri figli e il prossimo.

L'amore che viviamo è un dono grande che viene da Dio e grazie a Lui il nostro rapporto familiare è gioioso e sereno, ci concede di vivere nella libertà dei figli di Dio e di trovare sempre soluzioni accettabili per ognuno di noi.

Ecco perché mi propongo di amarvi sempre di più, donandomi senza riserve, di non aver nessun possesso su di te e sui nostri figli, perché ognuno di noi è una persona unica, con i propri bisogni e carismi da manifestare.

Rispetterò i vostri diritti e chiedo che rispettiate i miei. Quando il mio modo di agire v'impedirà di soddisfare le vostre esigenze, desidero che me ne parliate, io vi ascolterò e cercherò di cambiare.

Quando il vostro comportamento soffocherà le mie capacità e i miei bisogni, ve ne parlerò, perché possiate capirmi e forse cambiare.

Non desidero vincere facendovi perdere, perché ciò che conta per me è la vostra felicità. Affronteremo con serenità le nostre "incomprensioni" e con fiducia le risolveremo assieme. Così uniti e liberi saremo una famiglia vincente.

Dobbiamo essere in due a custodire un bene così grande che è il nostro amore. Unicamente con la preghiera, che ci fa vivere la tenerezza del Vangelo, la nostra famiglia non avrà mai paura del futuro, sarà forte, feconda e serena.

Proprio la preghiera insieme, nell'intimità della nostra casa, ci ha fatto superare molti momenti difficili, donandoci sempre speranza, armonia e pace.

Abbiamo sperimentato che pregando uniti resteremo sempre uniti, e che solo mettendo Dio al primo posto si perfeziona il nostro amore e tutto ciò che ci unisce.

Vivendo questi principi, valorizzeremo noi stessi, ci ameremo ancor di più e la nostra famiglia sarà sempre "gradita agli occhi di Dio"

diac. mario d'agosto

"Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori" Sal 126

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Preghiere scritte dal diacono mario d'agosto

 

Padre mio, perdonami !


 Padre mio ascoltami, abbi misericordia di me, riconosco la mia colpa e sono addolorato del male commesso, perché non amando i fratelli, ho rifiutato Te.

Padre Buono, per il sangue di tuo Figlio Gesù, cancella il peccato che è in me e per la potenza della Sua Resurrezione, effondi di nuovo in me lo Spirito di Vita.

Abbà Padre ti offro le mie debolezze e chiedo il sostegno della tua Grazia per esserti fedele.

Padre mio, perdonami! Abbracciami perché io appartengo a Te e desidero stare sempre con Te. Regalami la gioia del Tuo perdono, liberami da ogni male e salvami, perché eterna è la tua misericordia! Amen.

 

Pregare gli Angeli

 

Benedetti Santi Angeli di Dio, nostri Fratelli maggiori, guidate, proteggete, e benedite (nome …), che vi fu affidato dall’Eterno Padre Buono.

 Amen.

 

Preghiera per i defunti

 

La Tua Gioia senza fine dona ai nostri fratelli defunti, o Signore della Vita.  Nella Tua misericordia, mostra a (nome …) la luce del Tuo volto e sia una sola cosa con Te, per sempre nel tuo Regno.   Amen.

 

Preghiera a Maria

 

Rallegrati Maria, madre nostra tutta Santa, il Signore è in te. Aiutaci ad accogliere tuo Figlio e lo Spirito Santo, perché anche in noi l'Onnipotente possa fare grandi cose.

Donna di fede, tu che hai sostenuto la Speranza degli Apostoli, proteggi da qualsiasi pericolo il dono di vivere nella gioiosa libertà dei figli di Dio.

Madre di operosa misericordia, ti chiediamo di guidarci sulla via della beata povertà di spirito, per accogliere le grazie di Gesù nostro Signore.

Benedetta Maria, maestra di umiltà,tu che ci hai insegnato ad essere responsabili dell'altrui felicità,

concedici di amare di un amore a immagine di Cristo,affinché venga in mezzo a noi il Regno della Sua giustizia e della Sua pace. Poiché, solo se ci prendiamo cura del prossimo, permettiamo all'Eterno Padre Buono di prendersi cura di noi.

Madre dell'Amore, santificaci con la tua potente benedizione. 

Amen.

 

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Giovanni Paolo II - Jesus Christ

pagina in allestimento

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La Comunità "Famiglia Ge.Ma.Gi.", in ritiro spirituale a Visciano 18 e 19 giugno 2011, ringrazia la guida spirituale diac. Mario in occasione del 10° anniversario del cammino della comunità.

Carissimo Mario,
 ti vogliamo dire, con parole semplici che vengono dal profondo del cuore, grazie per come ci stai formando alla scuola del Vangelo, per la fatica, l'impegno e il tempo che ci dedichi sottraendolo alle tue poche ore libere. Con l'aiuto dello Spirito Santo e con la tua disponibilità hai condotto questa comunità a saper discernere, a condividere e a perseverare nell'amore che Dio ha per tutti noi.
 In questi dieci anni di cammino ci hai insegnato cos'è l'amore, la dedizione e la condivisione. Solo facendo un cammino di fede con l'esempio dell'umiltà della Santa Famiglia di Nazareth e con una buona guida spirituale (come Te), noi possiamo affrontare e superare le difficoltà, le incomprensioni e le preoccupazioni che ci affliggono quotidianamente.
 Grazie Gesù per averci donato questo nostro fratello.
 
                                                                                    La comunità "Famiglia Ge.Ma.Gi."
 
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INCONTRO GRUPPI FAMIGLIE CON IL VESCOVO 24/10/2010

Testimonianza di Lello e Anna

Anna - La nostra testimonianza è l'esposizione di un'esperienza vissuta in prima persona, la quale coincide con molte esperienze di rinnovamento nella fede, operate attraverso un cammino nella comunità famiglia GeMaGi, composta di singoli e di coppie che vivevano incomprensioni, ma con il desiderio di crescere come famiglia cristiana.

Lello - Eravamo una coppia come tante che vivevano una religiosità che si "limitava" alla Santa Messa domenicale, ma, grazie a Dio, è successo qualcosa che ha cambiato la nostra spiritualità. Nel 2001 abbiamo accolto l'invito di un diacono e di sua moglie a iniziare un cammino di fede con un gruppo di adulti della parrocchia di San Giuseppe Operaio di Pianura, aperto alle coppie, ai singoli coniugi, ai divorziati e a tutti quelli che sentivano la necessità di migliorare il loro rapporto con Gesù, con se stessi e con il proprio coniuge.

Anna - Abbiamo sperimentato, attraverso la condivisione, l'importanza di avere dei compagni di viaggio per intraprendere un serio itinerario di crescita nella fede. È incominciata, così, la nostra avventura alla ricerca di Dio, anche se poi ci siamo accorti che era Dio che cercava noi.

Iniziando questo cammino incominciavamo a essere più sereni. Imparavamo a rispettare e, cosa importante, ad ascoltare gli altri. Infatti, la preghiera e l'accoglienza della Parola, hanno aperto sempre più i nostri cuori.

Il cammino ci ha portato a una partecipazione più matura e consapevole alla S. Messa, ha accresciuto in noi il desiderio di crescere nella conoscenza dell'amore di Dio e del meraviglioso progetto che Lui ha su ogni famiglia.

Lello - Non solo stavamo imparando ad aiutare gli altri, ma, innanzitutto, accettavamo di essere aiutati. Con il susseguirsi degli incontri settimanali e con i vari ritiri di più giorni, nei quali abbiamo fatto una forte esperienza di unità, è maturata l'esigenza di operare il passaggio da gruppo a comunità, perché essere comunità, significava per noi l'allargarsi della nostra comunione familiare agli "altri", per essere un "noi". Siamo diventati così: "Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi." (l'acronimo di Gesù, Maria e Giuseppe), ispirandoci e consacrandoci alla Santa Famiglia di Nazareth, avvertendo, altresì, l'esigenza di darci uno statuto.

Anna - Il nostro cammino personale, ormai, non era più un incontro di singoli, ma una comunità di famiglie che, nell'unità, procedeva aprendo sempre più il cuore all'amore di Dio e del prossimo. Gradualmente siamo maturati nella preghiera personale e di coppia, siamo cresciuti nella conoscenza della Sacra scrittura, sperimentando ogni giorno come la Parola è realmente "Spirito e Vita", come è attuale, viva ed efficace, come tramite Essa e i Sacramenti, il Signore è sempre con noi, ci ama e ci comunica la Grazia, la sua Presenza e la sua Pace.

Lello - Momenti molto forti della nostra esperienza comunitaria sono stati i vari ritiri, durante i quali, sotto la guida del nostro diacono e di sua moglie, abbiamo potuto guardare, alla luce del vangelo, più profondamente in noi stessi, nella nostra vita di coppia, scoprendo le ferite da cui dovevamo essere guariti e le distorsioni da cui essere liberati.

In particolare, durante un ritiro, il cui argomento prendeva spunto dal racconto della guarigione di un sordomuto, il cui titolo della meditazione era "Effatà", ovvero: "Apriti ... al mio amore e alla mia salvezza", abbiamo sperimentato una maggiore apertura in noi verso la gioia della vita, della famiglia, verso la gioia di conoscere e incontrare Cristo "Via, Verità e Vita". Abbiamo sperimentato l'importanza di un cammino non solo personale ma fatto in coppia e con compagni di viaggio e come tutto ciò ci ha fatto rinascere a vita nuova. Abbiamo verificato come questa parola "Effatà" si è realizzata in noi, infatti, ci siamo lasciati condurre in disparte, e come il "sordomuto" abbiamo aperto il nostro cuore, accogliendo l'aiuto di Dio attraverso i nostri fratelli di cammino.

Anna - Proprio quest'apertura del cuore ci ha permesso di fare una serena e coraggiosa introspezione, lasciandoci plasmare e condurre nel meraviglioso progetto che Dio ha su ognuno di noi come singoli e come coppia, donandoci la capacità di camminare fiduciosi nella Parola di Dio per poterla attualizzare nella vita quotidiana. Di fatto, il Signore ad ogni incontro, ad ogni ritiro, in noi ha scavato sempre più in profondità e sta abbattendo un po' alla volta tutti gli ostacoli che gli avevamo posto a causa delle nostre ferite del cuore.

Lello - Ho scoperto quanto è bello perdonare gli altri e saper chiedere perdono, quanto sia importante "perdonare" anche se stessi. Ho capito che il Signore mi accetta per quello che sono e che devo imparare ad accertarmi con i miei limiti, solo così posso amare veramente mia moglie e il prossimo. Bisogna solo affidarsi a Lui, arrendersi al Suo Amore, senza riserve, senza condizioni, basta solo aver fede.

Anna - Grazie a questo cammino, ho capito che le cause delle tante incomprensioni e malumori dipendono soprattutto da me. Credo di aver focalizzato bene dov'è il problema dei miei atteggiamenti sbagliati nei confronti degli altri e con mio marito. Ho riflettuto molto su questo e credo di averne scoperta la causa.

Sento di ringraziare Dio per il suo intervento nei nostri confronti, del dono della Preghiera e della Parola, del cammino di fede, che per noi è stato motivo di unione e di maggiore comprensione reciproca; io e mio marito abbiamo preso a pregare e a meditare insieme la Parola (cosa che non facevamo), questa per noi è stato motivo di gioia e di fiducia nel futuro.

Adesso, con mio marito, pur riconoscendo i miei limiti, desidero sempre di più approfondire la mia vocazione cristiana e trasmettere ad altri coniugi, principalmente con l'esempio, i veri valori della famiglia. Far conoscere l'importanza di vivere la fede in una comunità di famiglie, dove grazie alla Parola, alla preghiera e allo scambio di esperienze, si respira un clima di amore fraterno, di condivisione delle problematiche quotidiane, dove si attinge la forza di andare avanti con speranza, dove, grazie alla comunione spirituale con i fratelli, il problema di uno diventa il problema di tutti, con la consapevolezza che Dio Padre non ci abbandona mai e che cammina sempre al nostro fianco.

Lello - Oggi possiamo dire che questa nostra esperienza ha portato in noi una crescita nella nostra vita spirituale e familiare. Abbiamo incominciato a guardare alla vita in modo positivo e a valutare le situazioni, che prima ci apparivano avverse, in modo costruttivo. Questo cammino ha riacceso in noi una fiamma quasi spenta dall'abitudine, facendoci apprezzare, molto più di prima, il dono di essere sposi e di essere famiglia.

Anna - Finiamo dicendo che la nostra crescita l'abbiamo riscontrata non solo nella conquista di una maggiore armonia familiare, ma anche nel senso d'appartenenza alla comunità parrocchiale, in comunione e al suo servizio. Proprio il bisogno di condivisione, come primo effetto, ha portato molti di noi a mettersi al servizio della parrocchia: alcuni della comunità famiglia GeMaGi collaborano con la Caritas parrocchiale, altri sono ministri ausiliari dell'Eucarestia, molti sono catechisti, lettori e ministranti adulti. Oggi la comunità è diventata una bella famiglia unita, dove si vive la fratellanza, l'amicizia, la sintonia spirituale, la gioia di camminare insieme nell'amore di Dio.

Lello – Adesso ci rivolgiamo al nostro Vescovo che è il responsabile della pastorale familiare in Campania: Noi, come comunità, siamo al servizio, con umiltà, anche della Diocesi e abbiamo un progetto in cantiere (progetto "Famiglia: Tempio Santo del Signore") che consiste in una catechesi itinerante (12 incontri con testimonianze) nelle parrocchie che ci accoglieranno, finalizzate a formare dei gruppi famiglia parrocchiali. Questo progetto è già iniziato in sordina a Quarto nella chiesa "Gesù Divino Maestro", ma abbiamo necessariamente bisogno di essere sostenuti in modo esplicito da Vostra Eccellenza e dai parroci che hanno veramente a cuore la pastorale familiare. Chi vuole conoscerci meglio può visitare il nostro sito web: www.famigliagemagi.it

Grazie - Dio ci benedica tutti !

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 - Carissimo Mario,
complimenti a te e Liliana, che avete dato vita a qualcosa di molto importante.
 Ho letto subito e attentamente lo Statuto, mi sono piaciuti molto tutti i richiami al Catechismo della Chiesa Cattolica, ai documenti del Concilio Vaticano II ed esortazioni apostoliche.
Ho trovato molto importante la diffusione della spiritualità della Famiglia di Nazareth di cui parli, stiamo vivendo un momento di forte sbandamento e perdita dei valori più importanti, come quello della famiglia. Ogni giorno sento parlare le persone intorno a me, specialmente sul posto di lavoro, con una tale leggerezza da restare sgomenta. 

Se ho imparato qualcosa finora dalla vita, è proprio l'importanza e la necessità nella società di famiglie unite e genitori responsabili, ma per avere questo, come tu sottolinei, la vita deve essere vissuta nella fede, alla luce della Parola di Dio e questo si può realizzare in famiglia vivendo un cammino spirituale come il vostro.

Quante famiglie hanno bisogno di aiuto! E' la lontananza da Dio che causa tante divisioni. Perciò la vostra Comunità, sulle basi indicate nello Statuto, può aiutare tante famiglie a far entrare Dio nelle loro case e nei loro cuori. Sarebbe bello se si diventasse un'unica grande famiglia nell'ambito della comunità parrocchiale aprendosi realmente al prossimo.

Mi è piaciuto molto quando ho letto dell'opportunità di formare nuovi gruppi attraverso annuncio e catechesi, sono certa che molte persone, forse senza neanche saperlo, sono in cerca di un cammino di questo tipo!

 Per quanto riguarda il ruolo della guida spirituale, invece io credo che sia giusto innanzitutto che si tratti di un diacono sposato come te, che vive la famiglia e allo stesso tempo è consacrato al Signore!
Quale migliore esempio per poter guidare i fratelli.. La vostra è una comunità che è in cammino da tanti anni, ma io temo per le nuove che nasceranno, che alcuni laici possano anche involontariamente, prevalere sugli altri. Riguardo questo io ho delle idee molto tradizionaliste, pur consapevole del ruolo di noi laici all'interno della Chiesa.
Le regole sono semplici ma molto efficaci e mi è piaciuta molto la struttura degli incontri, è completa e ricca di preghiera e di studio.
 Scusa se non sono riuscita ad essere più breve... Grazie ancora di tutto e un abbraccio, sei sempre nelle mie preghiere con la tua famiglia… Mirella

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 Il mio cammino con la “Comunità Ge.Ma.Gi.” è iniziato per un caso fortuito; di tutto questo devo dire grazie a mia moglie Teresa, che fa parte di questa comunità da qualche tempo. Il suo entusiasmo ha suscitato in me una curiosità di conoscere il motivo della sua gioia.
   Oggi posso dire che questa esperienza di cammino ha portato in me un cambiamento di vita spirituale e familiare. Ho cominciato a vivere la vita in modo positivo e a valutare situazioni che prima mi erano avverse e poi sono cambiate in modo costruttivo.
   Questo è stato possibile grazie anche all’aver trovato in questa comunità persone più che meravigliose. Un grazie particolare va a Mario e a sua moglie Liliana, che con il loro carisma e disponibilità, hanno riacceso in me quella fiamma quasi spenta di vivere, facendomi apprezzare la vita più di prima.
Prego tanto nostro Signore Dio affinché ci benedica e illumini il nostro cammino.

                                                                                        Salvatore B

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- Scusami Mario se ti scrivo di nuovo, ma ho dimenticato di ringraziarti per la meditazione "L'ho detto e lo farò". Non ti ho mandato le mie riflessioni perché mi sono rispecchiata nei momenti di difficoltà che descrivi e nei comportamenti che ne derivano e questo mi ha scosso molto… E' bellissima! Ogni tanto la rileggo. Grazia ancora di tutto,           Mirella

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- Sono Maria, e ringrazio il Signore che mi ha donato il privilegio di far parte della “Comunità Ge.Ma.Gi.”. E’ mio desiderio condividere questa esperienza con altri fratelli.
Prima di far parte di questa grande famiglia, ho trascorso in parrocchia degli anni belli, di forte spiritualità, di condivisione con tanti fratelli, di emozionanti esperienze di cui ancora oggi custodisco il ricordo, che mi hanno aiutato molto nella crescita spirituale e nell’affrontare il quotidiano, sia in famiglia che nell’ambito lavorativo.
Ebbene, nonostante tutto, già allora avvertivo una sofferenza, la mancanza di qualcosa che non riuscivo a spiegarmi, era, infatti, l’assenza di mio marito che non mi affiancava in questa mio cammino, dopo le varie esperienze tornavo a casa gioiosa, eppure delusa.
Ho sempre avuto nel cuore il desiderio di condividere le mie gioie, di donare agli altri quello che il Signore mi dava nella gratuità del Suo amore; questo mio arricchimento spirituale circoscritto ai soli fratelli di comunità senza poter condividere con altri questa bellissima esperienza, l’ho sempre vista come una limitazione della Parola.
Poi, nella nostra Parrocchia “S. Giuseppe Operaio”, con mio marito abbiamo iniziato a frequentare il gruppo famiglia guidato dal diacono (una figura nella Chiesa a noi del tutto sconosciuta) e da sua moglie.
A queste persone, davvero speciali, va tutta la mia gratitudine per l’amore che hanno dimostrato, per la competenza, per la serietà e soprattutto per la mia crescita nella conoscenza e nella fede.
E’ migliorato il rapporto fra me e mio marito, il rapporto con i nostri figli.
La condivisione dei momenti di preghiera hanno rafforzato il rapporto di coppia, spingendoci ad approfondire il Vangelo e ad essere parte attiva della comunità parrocchiale.
Oggi, a distanza di anni, sento di testimoniare in piena coscienza di aver fatto la scelta giusta, non priva di difficoltà soprattutto per quanto riguarda le mie distorsioni spirituali.
Adesso, con mio marito, pur riconoscendo i miei limiti, desidero sempre più approfondire la mia vocazione di cristiana e trasmettere ad altri coniugi i veri valori della famiglia. Far conoscere l’importanza di vivere la fede in una comunità di famiglie, dove grazie alla Parola, alla preghiera e allo scambio di esperienze, si respira un clima di amore fraterno, di condivisione delle problematiche quotidiane, dove si attinge la forza di andare avanti, dove il tuo problema diventa il nostro, con la consapevolezza che Dio Padre non ci abbandona mai e che cammina sempre al nostro fianco.           Maria B.

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- Quando si è presentata l’occasione nella nostra parrocchia di poter vivere un cammino di fede di coppia insieme con altri fratelli, la nostra curiosità e il desiderio di conoscere sempre più Dio, ci hanno spinto a intraprendere questo percorso.
Nonostante noi fossimo già da qualche tempo praticanti, non rispecchiavamo certamente il vivere come piccola “Chiesa domestica”.
Man mano che frequentavamo questo gruppo di coppie, guidati spiritualmente dal diacono e sua moglie, il nostro interesse e la nostra voglia di cambiare è diventata la costante della nostra crescita.
Si è verificato che la conoscenza della Parola e la preghiera di coppia ci hanno portati a una maggiore relazione con noi stessi e con gli altri, ci ha predisposti a un approccio diverso, mettendoci in discussione e verificando il nostro modo di essere, utilizzando quel meraviglioso strumento donatoci dal Signore chiamato “capacità di discernimento”.
Ciò che si evidenzia, in particolare, nell’importanza del cammino comunitario, è il fatto che ci ha permesso di vedere la nostra vita con un atteggiamento più propositivo, fatto di proposte concrete per la soluzione dei vari problemi.
Ciò ci ha spinto a portare agli altri la nostra esperienza e l’annuncio della Parola, con slancio amorevole, grazie anche all’apertura del cuore che ci ha dato la conoscenza sempre più profonda della Parola di Dio.
Quest’apertura del cuore ci ha permesso poi di fare una serena e coraggiosa introspezione, lasciandoci plasmare e condurre nel progetto che Dio ha su ognuno di noi, e di camminare nella Parola per attualizzarla con la vita quotidiana in tutti i suoi ambiti.
Certamente non possiamo dire di essere giunti al traguardo, perché la strada è lunga, tortuosa e piena d’inciampi, ma la volontà di proseguire e aggiustare il nostro passo è sostenuta dall’amore di Dio, dalla voglia di incontrarlo nella Verità sulla Via che ci porterà alla Vita eterna, accompagnati e sostenuti dai fratelli di fede.
Ringraziamo la comunità, i nostri fratelli e la nostra guida Spirituale don Mario che insieme a sua moglie sono e saranno sempre il punto di riferimento del nostro cammino.
                                                                          Anna e Alfredo
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Carissimo Mario,
ti ringrazio affettuosamente per la pazienza che hai con tutti noi e per come insieme a tua moglie ci state conducendo in maniera egregia in questo percorso di fede.
Ho letto con molta attenzione la tua meditazione, l’ho trovata ricca di contenuti spirituali, teologici e morali.
Vale la pena soffermarsi a ogni passaggio, perché più si medita, più ci s’interroga sul proprio vissuto.
Penso a quanto tempo dedichi, sottraendolo alle tue poche ore libere, a scrivere queste meditazioni degne di essere lette con un grande interesse per poterle interiorizzarle bene.
Penso veramente che tu sia la persona giusta, mandata da Dio per tutti noi, giusta perché sei un innamorato di Gesù.
A proposito della tua ultima meditazione, viene spontaneo interrogarsi sui miei atteggiamenti sbagliati, mi sono chiesto se nei confronti delle persone e dei miei famigliari i miei comportamenti sono cambiati o devono ancora cambiare.
Grazie alla tua ultima meditazione ho capito che le cause delle tante incomprensioni e malumori dipendono anche da me. Credo di aver focalizzato bene dov’è il problema dei miei atteggiamenti sbagliati nei confronti degli altri e soprattutto con mio marito.
Ho riflettuto molto su questo e credo di aver scoperto la causa delle nostre incomprensioni: purtroppo abbiamo le stesse “ferite” e gli stessi atteggiamenti sbagliati e di conseguenza scatta in me un’autodifesa fino a chiudermi in me stessa, prendendo le dovute distanze senza fare nulla per recuperare un rapporto che pian piano andava sempre più a raffreddarsi.
Questo atteggiamento mi portava a stare male, di conseguenza trasferivo, inconsciamente, il mio malessere interiore alla famiglia e alle persone più vicine.
Ringrazio Dio di avermi fatto capire questi atteggiamenti che stavano distruggendo la mia esistenza e i miei rapporti interpersonali.
Noto con piacere che oggi questo atteggiamento sta in me pian piano cambiando e migliorando. Cerco di non sbagliare più, di non fare più gli stessi errori, di essere più comprensiva nei riguardi di mio marito, di condividere con lui i problemi e capire anche quali possono essere le cause del suo atteggiamento sbagliato nei miei confronti.
Il mio obiettivo deve essere quello di evitare di far stare male entrambi.
Sento di ringraziare innanzitutto a Dio, del suo intervento nei nostri confronti e del dono della preghiera e della Parola, che per noi è stato motivo di unione e di comprensione reciproca. Abbiamo ripreso a pregare e a meditare insieme la Parola. Questa è stata per noi la chiave di salvezza.
Vorrei dire un’altra cosa molto importante, questo nostro cambiamento in meglio, che dovrà ovviamente ancora crescere e consolidare, è dovuto molto alla “Comunità Ge.Ma.Gi.”, che ci è stata ed è di grande aiuto in questo nostro cammino di fede. Ringraziamo il Signore di avercela donata. Ti saluto e ti abbraccio con affetto.                         Lucia
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- Fin da piccola ho sempre creduto in Dio, saltuariamente frequentavo la chiesa e la Santa Messa. Oggi, credo per un disegno di Dio, mi sono accostata alla chiesa, grazie anche alla profonda fede di mio figlio, il quale mi ha letteralmente “trascinata” nella casa del Signore.
Sì proprio lui, con la sua spontaneità mi ha fatto capire che ero in errore. Così ho conosciuto i fratelli della “Comunità Ge.Ma.Gi.” e un po’ per curiosità, un po’ per sete di conoscenza, ho cominciato a frequentarla anch’io.
    Sono due anni che ne faccio parte e devo dire che oggi sono profondamente cambiata, sono felice, felice di aver Dio accanto a me e alla mia famiglia. Stare nella comunità ha cambiato il mio modo di pensare e di agire. Prima vedevo le cose sotto una luce diversa, le vedevo negative e avverse; oggi mi sento più serena, ho capito veramente quanto è grande l’amore che Dio ha per noi.
    Ma il cambiamento che ha operato in me Dio, attraverso la comunità, è ancora più profondo. Come in tutte le coppie ci sono degli alti e dei bassi, io ero in continuo conflitto con mio marito, non c’era più comprensione fra noi e quindi il nostro contrasto si ripercuoteva sui nostri figli.
   Frequentando la comunità, ho avuto un supporto notevole, sia da parte dei fratelli, sia da parte della nostra guida spirituale Mario che insieme a sua moglie Liliana, con la loro semplicità e con il loro carisma, ma soprattutto con la loro disponibilità, mi hanno consigliata e aiutata.  
   Oggi il mio rapporto con mio marito è notevolmente cambiato e migliorato, affrontiamo la vita diversamente; certo i problemi ci sono sempre, ma li affrontiamo con animo sereno, con la consapevolezza che il nostro amore è più forte delle avversità, ma soprattutto sappiamo che Dio ci ama e non ci abbandona mai.                              

                                                                                                      Teresa

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Nella mia vita di Cristiano c’è stata un’enorme evoluzione, dopo il battesimo e fino ai 18 anni ero un Cattolico per tradizione. Da piccolo ho fatto la prima comunione, da adulto ho seguito l’iter per potermi sposare: ho fatto la Cresima poi il corso pre-matrimoniale; come a scuola prima le elementari, poi le medie e così via.
In quel periodo mi hanno riempito di sensi di colpa, mi hanno insegnato solo ad aver paura di Dio, mi sono allontanato dalla Chiesa, ero diventato un cattolico di facciata, avevo chiuso il cuore al Signore.
Mi dicevo: “Amo mia moglie, i figli, la famiglia, gli amici, non ho bisogno di altro” (credevo). Tutto questo ormai appartiene al passato, oggi posso dire che non c’è amore senza Dio.
Ho scoperto che Dio è Amore, amore talmente enorme che ha l’esigenza di riversarlo su di noi. Per questo Lui ci chiama incessantemente per darci questo dono, noi non dobbiamo fare altro che aprire il nostro cuore a Lui.
Il Signore si è servito della “comunità Ge.Ma.Gi.” per farsi conoscere da me, ad ogni incontro ad ogni ritiro in me ha scavato sempre più in profondità e sta abbattendo tutti gli ostacoli che io gli ho messo.
Ho scoperto quanto è bello perdonare gli altri, ma anche quanto sia importante perdonare me stesso. Ho capito che il Signore mi accetta per quello che sono, bisogna solo affidarsi a Lui, arrendersi al Suo Amore, senza remore, senza condizioni basta aver fede.
Tutto bene quindi tutto perfetto, non ho bisogno di altro e invece no, non basta! L’ultimo ritiro mi ha fatto meditare su altri aspetti che nascondevo a me stesso; l’Amore che il Signore, con l’azione dello Spirito Santo, ha fatto entrare nel mio cuore, non può, non deve morire lì, deve essere dato agli altri perché non è mia proprietà.
Crescendo nella conoscenza della Parola di Dio, ho capito che la fede è importante e necessaria, ma senza le opere la fede non è nulla, questa verità mi ha riportato all’ultimo ritiro, dove abbiamo meditato sulla fedeltà di Dio alle sue promesse: “L’ho detto e lo farò”. Se ci affidiamo totalmente a Gesù, non dobbiamo preoccuparci, abbiamo la certezza che Lui non ci abbandona mai, non ci tradisce, mantiene sempre le sue promesse.
Tutto ciò mi ha fatto riflettere: “Ma noi, anzi, ma io quante promesse ho fatto al Signore e non le ho mantenute? Come può Dio fidarsi di me?”.
La fedeltà a Dio è l’obiettivo che, con il Suo aiuto e con quello della comunità, mi sono prefissato di raggiungere.  
                                                                                      Franco
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    pagina in allestimento

 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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