“VENNE UNA VOCE DAL CIELO…”
“VENNE UNA VOCE DAL CIELO…” Ovvero: "Chi ha orecchi per intendere, intenda." “Quando soffri per gli eventi dolorosi della vita, non avere mai paura del “silenzio” di Dio e non accusarlo. Ricordati sempre che l’aquilone si alza in volo solo con un venticello contrario, non con quello a favore.” Nella Bibbia l’uomo affranto e deluso così si esprime: “Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte, e non c’è tregua per me” Sal 22,2. Dove sei Dio, perché non rispondi? Per opera di esseri feroci, che di umano non hanno più niente, quante persone, credenti e non credenti, distrutte nei sentimenti più cari (a causa di stragi di innocenti, di guerre, di ingiustizie, di incidenti, di malattie e terremoti) con risentimento si chiedono: “Perché c’è tanto male nel mondo e Dio perché non fa niente? Come può Dio permettere tutto ciò? Queste sono le domande di quanti hanno tragicamente scoperto la fragilità della condizione umana. Domande, che per di più sono un grido di dolore, non per avere una risposta, ma per rimproverare Dio per la sua assenza e per il suo silenzio. Eppure Dio è sempre presente e parla! Il guaio è che nessuno (o quasi) lo ascolta più. Invero, non è l’uomo che deve chiedere a Dio “dove sei?”. Piuttosto, il vero credente dovrebbe interrogarsi: “dov’è l’uomo? Che cosa ne ha fatto della sua chiamata?”. Proprio nella Bibbia, dopo la caduta, la prima volta che il Signore Dio parla all’uomo che si era nascosto, gli chiede: “Uomo, dove sei?” Gen 3,9. A causa del peccato di “autonomia morale”, gli uomini invece di custodire la natura a loro affidata, la devastano e la distruggono per poi rimproverare Dio per quello che quasi sempre è soltanto opera dell’insensatezza e dell’insaziabile ingordigia umana e dell’azione malefica di satana, fonte di ogni ingiustizia e di ogni male nel mondo. Per questo, non a tutti è chiaro che: “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza (…) Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.” Sap 1,13-14;2,23-24. Per i credenti, Dio non è un ansiolitico per l’uomo angosciato, né un ingenuo conforto per le paure umane. Essi sanno che per comprendere il “presunto” silenzio di Dio bisogna conoscere il Mistero di Cristo Gesù misericordioso che si è manifestato nell’amore e non nella potenza. La Bibbia c’insegna che per “ascoltare” Dio occorre avere almeno una conoscenza essenziale della rivelazione su chi è Dio e chi è l’uomo. Altrimenti, nonostante Dio sia presente e parla, le persone non se ne accorgono. Chi crede solo in un Dio potente, lo cercherà nella potenza e non riuscirà mai a riconoscerlo nei segni dell’Amore. Nei delusi dal silenzio di Dio c’è un’evidente incapacità di discernimento nell’Ascolto. Nel vangelo di Giovanni quando “Venne una voce dal cielo”, i presenti pensarono fosse stato un tuono o un angelo, ma Gesù disse: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi” Gv 12,28-30. Satana, il padre della menzogna, chiude le orecchie agli uomini blasfemi. Coloro che pensano a un Dio potente e lontano non riusciranno mai a sentire la Sua voce e a scoprire la Sua presenza di Dio Amore che anela abitare nel cuore degli uomini. Cristo ci rivela che Dio non è distante, tutt’altro, Egli è accanto alle vittime, e silenziosamente, partecipa alle loro sofferenze per abbracciarle oltre la morte, donando quella vita promessa ma rifiutata nella storia dalla umana superbia. Dio è misericordioso, compassionevole, fedele e grande nell’amore; Egli ci accompagna senza mai abbandonarci, anche se il male, la sofferenza e la morte restano un enigma. Tuttavia, grazie alla fede in Cristo morto e risorto ci viene rivelato il grande enigma sul futuro della morte. Pertanto, anche quando ci sembra di non sentire più la voce del Padre, Dio c’è sempre! L’uomo che ha curato la crescita della sua anima, percepisce la Sua Presenza nell’amore e nella libertà. Quando l’uomo si mette in sintonia con l’Amore di Dio, meravigliato si accorge della Sua ineffabile Presenza, come successe a Giacobbe quando si svegliò dal sonno ed esclamò sbalordito: “Certo il Signore è in questo luogo ed io non lo sapevo!” Gen 28,16. Impariamo dalla grande esperienza del profeta Elia che, in un momento drammatico della sua vita, spera in un segno potente della presenza di Dio, invece “Il Signore passò, ma non era nel vento impetuoso, non era nel terremoto, non era nel fuoco, ma l’udì nel “sussurro di una brezza leggera” cf 1Re 19,12. È la brezza a favore che fa volare l’aquilone! È nella “sobria eb-brezza dello Spirito” che l’uomo fa l’esperienza dell’Emmanuele, il Dio con noi. Dunque, la vera domanda da porsi dovrebbe essere: "dov’è l’uomo?". Sì, dov’è l’uomo con le sue responsabilità di custodire la natura, nella mancata prevenzione, nella cattiva gestione del territorio, nel prevalere dell’interesse personale su quello comune, e soprattutto nel soffocare l’azione dello Spirito Santo? Certamente Dio non è tenuto a rispondere alle nostre accuse, piuttosto noi, illuminati dalle Sacre Scritture, siamo chiamati a rispondere, alle domande che le tragedie suscitano nell’animo umano. Di fatto Dio si rende concretamente presente nei volontari, in tutti i soccorritori, in quelle donne e in quegli uomini di buona volontà che si fanno prossimi. Dio si fa presente in noi quando trasformiamo la nostra esperienza di sofferenza in risposte di solidarietà e di speranza. In questo modo raggiungiamo la nostra piena umanità e in essa scopriamo il nostro “destino divino”. Non cercando di spiegare razionalmente il dolore, ma guardando la Croce di Cristo ne cambiamo il suo orizzonte. Anche oggi, in questo clima di diffuso terrore, dobbiamo ripeterci gli uni altri che l’ultima parola non è la violenza, né il male e la morte, ma l’ultima parola spetta alla vita piena che Dio dona a tutti noi, suoi figli. Sì, l’ultima Parola appartiene a Dio, nella Pasqua eterna, quando asciugherà le lacrime dai nostri occhi, distruggerà la morte e trasfigurerà questo mondo in terra nuova, in civiltà dell’Amore e dimora del suo Regno. Così come nell’ora della croce sembrava che Dio non fosse intervenuto, a tal punto che Gesù nella sua umanità, si è sentito abbandonato e ha gridato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Mc 15,34, così anche oggi molti vivono nell’inganno dell’abbandono. Adesso, però, sappiamo che il Padre non ha mai abbandonato Gesù, così come non abbandona mai noi. Infatti, Cristo Signore, nei tre giorni prima della risurrezione, scese negli inferi, nei meandri di menzogne e di morte che dimorano nel cuore di ogni uomo, per cercare Adamo, al quale Dio disse “Dove sei?”. Anche il Padre è sceso nello sheol con il Figlio, per chiamare di nuovo Adamo e dirgli: ‘Vieni, perché sei a mia immagine e somiglianza! Sei anche tu figlio mio, Io sono venuto a cercarti nel mondo dei morti per riportarti alla vita e donarti la vera terra promessa, il mio regno di Amore eterno!”. diac. mario d’agosto
 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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