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santambrogio

 L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

SECONDO SANT'AMBROGIO

Vescovo di Milano - IV° sec. d.C.

L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande non siate voi la zavorra che impedisce loro di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio della passione, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato, e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.

Sant' Ambrogivs

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CONSACRA LA TUA FAMIGLIA
A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

sacra_famiglia

CONSACRAZIONE 
ALLA SANTA FAMIGLIA

 "O Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, la nostra famiglia si consacra a Te e chiede di essere difesa da ogni pericolo, guidata e sostenuta nell'amore, per tutta la vita e l'eternità. Fa, o Santa Famiglia, che la nostra casa e il nostro cuore siano un cenacolo di preghiera, di pace, di grazia e di comunione. Custodisci nella fedeltà, la nostra vocazione e la nostra missione. Accresci in noi la fede e la santità."

Amen

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              Medjugorje

     BV_Maria

          Messaggio a Ivan
           22 Maggio 2011

 "Cari figli, oggi più che mai desidero invitarvi alla preghiera. Cari figli, satana desidera distruggere le famiglie di oggi, perciò desidero invitarvi al rinnovamento della preghiera famigliare. Pregate, cari figli, nelle famiglie, con i vostri figli, non permettete l'accesso a satana. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata."

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         Messaggio a Ivan
          15 Maggio 2009

Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni. Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie. Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi.

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                             Lettera    
I valori della nostra famiglia

Nella nostra casa viviamo un rapporto d'amore per noi assai prezioso. Abbiamo imparato, tuttavia, che l'amore per crescere deve essere coltivato, consolidando i valori evangelici su cui è fondata la nostra famiglia.

Molte cose si oppongono allo splendore della Verità, per questo, dobbiamo aiutarci reciprocamente a crescere nella Verità e nell'Amore per maturare come persone singole e come famiglia.

Purtroppo quando l'amore coniugale non matura, diventa inevitabilmente un legame soffocante che impedisce all'altro di sbocciare. Una relazione così, produce solo dolore e frustrazione ed è destinata prima o poi a finire, com'è accaduto a tanti nostri amici.

Per questo è importante saper difendere e amare sempre più il nostro amore.Il vero amore non si consuma, anzi, più lo doniamo e più cresce. Nella misura in cui io e te ci amiamo, così siamo in grado di amare i nostri figli e il prossimo.

L'amore che viviamo è un dono grande che viene da Dio e grazie a Lui il nostro rapporto familiare è gioioso e sereno, ci concede di vivere nella libertà dei figli di Dio e di trovare sempre soluzioni accettabili per ognuno di noi.

Ecco perché mi propongo di amarvi sempre di più, donandomi senza riserve, di non aver nessun possesso su di te e sui nostri figli, perché ognuno di noi è una persona unica, con i propri bisogni e carismi da manifestare.

Rispetterò i vostri diritti e chiedo che rispettiate i miei. Quando il mio modo di agire v'impedirà di soddisfare le vostre esigenze, desidero che me ne parliate, io vi ascolterò e cercherò di cambiare.

Quando il vostro comportamento soffocherà le mie capacità e i miei bisogni, ve ne parlerò, perché possiate capirmi e forse cambiare.

Non desidero vincere facendovi perdere, perché ciò che conta per me è la vostra felicità. Affronteremo con serenità le nostre "incomprensioni" e con fiducia le risolveremo assieme. Così uniti e liberi saremo una famiglia vincente.

Dobbiamo essere in due a custodire un bene così grande che è il nostro amore. Unicamente con la preghiera, che ci fa vivere la tenerezza del Vangelo, la nostra famiglia non avrà mai paura del futuro, sarà forte, feconda e serena.

Proprio la preghiera insieme, nell'intimità della nostra casa, ci ha fatto superare molti momenti difficili, donandoci sempre speranza, armonia e pace.

Abbiamo sperimentato che pregando uniti resteremo sempre uniti, e che solo mettendo Dio al primo posto si perfeziona il nostro amore e tutto ciò che ci unisce.

Vivendo questi principi, valorizzeremo noi stessi, ci ameremo ancor di più e la nostra famiglia sarà sempre "gradita agli occhi di Dio"

diac. mario d'agosto

"Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori" Sal 126

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Preghiere scritte dal diacono mario d'agosto

 

Padre mio, perdonami !


 Padre mio ascoltami, abbi misericordia di me, riconosco la mia colpa e sono addolorato del male commesso, perché non amando i fratelli, ho rifiutato Te.

Padre Buono, per il sangue di tuo Figlio Gesù, cancella il peccato che è in me e per la potenza della Sua Resurrezione, effondi di nuovo in me lo Spirito di Vita.

Abbà Padre ti offro le mie debolezze e chiedo il sostegno della tua Grazia per esserti fedele.

Padre mio, perdonami! Abbracciami perché io appartengo a Te e desidero stare sempre con Te. Regalami la gioia del Tuo perdono, liberami da ogni male e salvami, perché eterna è la tua misericordia! Amen.

 

Pregare gli Angeli

 

Benedetti Santi Angeli di Dio, nostri Fratelli maggiori, guidate, proteggete, e benedite (nome …), che vi fu affidato dall’Eterno Padre Buono.

 Amen.

 

Preghiera per i defunti

 

La Tua Gioia senza fine dona ai nostri fratelli defunti, o Signore della Vita.  Nella Tua misericordia, mostra a (nome …) la luce del Tuo volto e sia una sola cosa con Te, per sempre nel tuo Regno.   Amen.

 

Preghiera a Maria

 

Rallegrati Maria, madre nostra tutta Santa, il Signore è in te. Aiutaci ad accogliere tuo Figlio e lo Spirito Santo, perché anche in noi l'Onnipotente possa fare grandi cose.

Donna di fede, tu che hai sostenuto la Speranza degli Apostoli, proteggi da qualsiasi pericolo il dono di vivere nella gioiosa libertà dei figli di Dio.

Madre di operosa misericordia, ti chiediamo di guidarci sulla via della beata povertà di spirito, per accogliere le grazie di Gesù nostro Signore.

Benedetta Maria, maestra di umiltà,tu che ci hai insegnato ad essere responsabili dell'altrui felicità,

concedici di amare di un amore a immagine di Cristo,affinché venga in mezzo a noi il Regno della Sua giustizia e della Sua pace. Poiché, solo se ci prendiamo cura del prossimo, permettiamo all'Eterno Padre Buono di prendersi cura di noi.

Madre dell'Amore, santificaci con la tua potente benedizione. 

Amen.

 

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Questa è l’epoca dei “credenti” creduloni E-mail
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Questa è l’epoca dei “credenti” creduloni.

Coloro che hanno dimenticato l’ammonimento biblico:
...chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Dt 18,12)

Sembra davvero molto stranoche oggi nella nostra società, tecnologicamente avanzata, assistiamo al proliferare di sedicenti maghi, di indovini e di sette esoteriche e sataniste. Non a caso, la pubblicità delle attività magiche è incessante, le emittenti private danno grande spazio a cartomanti e veggenti. Non c’è giornale, rivista o “TG” che (senza imbarazzo) non sia fornito del suo oroscopo quotidiano. Il fenomeno del ritorno alle pratiche magiche in Italia, dalle ultime statistiche, sembra coinvolgere circa tredici milioni d’italiani (un quarto dell'intera popolazione). Cifre inquietanti, che destano la preoccupazione dei Vescovi, in quanto gli “habituè dell'occulto" non sono soltanto dei “poveri ignoranti”, ma soprattutto gente di cultura medio-alta, opulenti borghesi e imprenditori (specialmente del Nord Italia).

    È grottesco che proprio oggi in cui il pensiero razionale e scientifico pretende di applicare i metodi della scienza a qualsiasi aspetto della realtà umana, l’uomo sia “misteriosamente” ancor più attratto e soggiogato dalla magia, dal satanismo, dall’esoterismo, dallo spiritismo e dalla superstizione.

 In realtà, sono molte le persone che, vivendo nella solitudine, sono assalite (spesso inconsciamente) da molte paure, di cui la più grande è il senso della finitudine. L’uomo vive sempre più nell’angoscia che tutto può finire all’improvviso come una bolla di sapone. L’avvenire spaventa gli uomini sia per le guerre e il terrorismo, sia per la crisi economica, per la disoccupazione e le malattie. Si respira un’aria minacciosa a causa di continue notizie di violenze e di sciagure. Tanti vivono nel timore di un’imminente “apocalisse” (vedi il catastrofismo dei Testimoni di Geova). La gente è smarrita e si pone tanti interrogativi, eppure, non cerca realmente delle risposte. Di fatto, non vuole uscire dalla menzogna, non fa nulla per conoscere la “Rivelazione”, preferisce restare sulle proprie errate convinzioni, alla ricerca di una religione "fai da te".

 La nostra, quindi, è l’epoca di un’apparente emancipazione, in quanto, è contrassegnata da tante schiavitù e paradossi, tra cui quello degli scettici-creduloni; tra questi si evidenzia la categoria degli agnostici(1) (positivisti confusi), cioè, coloro che pur astenendosi dal prendere posizione sull’esistenza di Dio, tuttavia, incoerentemente, sono superstiziosi e restano coinvolti (e manipolati) in pratiche massonico-esoteriche, nel tentativo inconscio di soddisfare l’istinto umano verso il trascendente, cercano così “una fuga verso l’irrazionale…” (nota CEC, p.14), un surrogato di fede.

 Questo fenomeno sta assumendo dimensioni molto vaste, anche perché, alla categoria degli “agnostici-incoerenti”, bisogna aggiungere, purtroppo, quella più numerosa e non meno incoerente, dei “credenti-creduloni”. Fedeli che frequentano le nostre parrocchie che, a causa della loro “ignoranza” religiosa, non ritengono pericoloso partecipare a sedute spiritiche, dichiarano di “temere le fatture” o, all’opposto, dubitano sull’influsso malefico che il diavolo può avere sulle persone, prestano fede agli oroscopi, confidano nei “poteri” straordinari di alcuni “santoni” e di tanti amuleti, credono nella reincarnazione e trattano la liturgia come una sorta di pratica magica. In questo modo “i fedeli” vivono una pseudo-spiritualità, una sorta di sincretismo religioso, una mistura tra fede e superstizione, tra venerazione e oltraggio che porta al distacco dalla vera Fede. Tanti “cristiani”, così, pur “credendo” nell’esistenza di Dio, vivono, di fatto, come se Dio non esistesse. Che distorsione!

 È preoccupante che dagli stessi “credenti”, questa mentalità è considerata compatibile con la Fede Cattolica. È proprio vero che “L’uomo contemporaneo sta vivendo un periodo di debolezza della ragione” (nota CEC, p.15). I “fedeli”, pur riconoscendo nel Vangelo e nella Chiesa un punto di riferimento, nello stesso tempo, però, pensano di poter essere dei buoni cattolici senza praticare i sacramenti e seguirne gli insegnamenti. Si sentono in diritto di scegliere in maniera autonoma e contraria ai suoi dettami. Il comportamento dell’uomo spesso non è basato sulla verità da lui stesso confessata. Un esempio è Pilato: “Io non trovo in lui nessuna colpa” (Gv 18,38) e poco dopo ordinò di crocifiggere Gesù.

 È palese che l’uomo, oggi, é oggettivamente ostacolato (in particolare dai mass media) nella sua crescita spirituale ed è angosciato, oppresso e bisognoso di Verità. Per rendersi conto della diffusa immaturità religiosa, basta costatare come in diverse "feste religiose" sono presenti segni evidenti di superstizione. Molte famiglie, nelle loro case, hanno addobbato la porta d’ingresso (e loro stessi) con amuleti, cornicelli, gobbi, ferri di cavallo ecc.. Accanto a questi oggetti sono poste immagini sacre, spesso, considerate alla stessa stregua dei portafortuna. Queste persone hanno un cuore pagano!

 La Nota pastorale della CEC, Io sono il Signore vostro Dio(2), mostra la realtà di molti cristiani praticanti, coinvolti nelle abitudini magiche-superstiziose: “L’intento di questa Nota…è quello di richiamare l’attenzione delle nostre comunità su un fenomeno complesso e dilagante e, insieme, di fornire alcuni criteri di valutazione…; riproporre il giudizio morale della Chiesa e indicare alcune piste di azione pastorale comune.” (nota CEC, p.3).

 Agli uomini che cercano un’imitazione (malefica) del soprannaturale, i nostri pastori sentono il dovere di proporre con forza l’ammonimento biblico: “Non si trovi in mezzo a te chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia; né chi interroga i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore” (Dt 18,9-12)…“La nostra preoccupata attenzione si rivolge alla impressionante recrudescenza delle pratiche magiche... L’ignoranza religiosa è, senza dubbio, la causa principale delle deviazioni in questo campo, diffusa... non di rado, tra fedeli che frequentano abitualmente le nostre chiese.” (nota CEC, p.1).

 La Nota dei vescovi campani, inoltre, dichiara (p.21): “Nostro compito è anche di vigilare sul sentimento religioso e sulle pratiche con cui i fedeli esprimono la loro fede cristiana. La mentalità superstiziosa è in grado di corrompere anche gli atti di culto che rendiamo al vero Dio, quando si attribuisce un’importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime e necessarie. Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni interiori che richiedono, è cadere nella superstizione.”(3).

 Un’occasione propizia per aiutare i fedeli ad uscire da questa mentalità, potrebbe essere “la benedizione annuale alle famiglie”, la quale è prima di tutto una benedizione alle persone; essa, però, spesso è svolta troppo in fretta e senza incontrare effettivamente le persone, con il rischio di ridursi ad un atto più o meno magico: “Il Benedizionale, non inteso correttamente, potrebbe favorire la mentalità magica e superstiziosa.” (nota CEC, p. 24). I presbiteri e i diaconi “si offrano volentieri a coloro che richiedono particolari benedizioni su persone e cose, ma si preoccupino ogni volta di spiegare, con cura e chiarezza, che la benedizione per essere efficace richiede una fondamentale disposizione di fede, a cominciare dalla rinuncia al peccato…”(4).

 Con questa nota, le Chiese campane mettono in guardia i fedeli dal prestare fede alle profezie concernenti il futuro e ad altre forme di divinazione: “Il ricorso alla magia può essere interpretato anche come una ricerca di sicurezza per superare situazioni di smarrimento esistenziale, di sofferenza e di paure circa il futuro… Le pratiche magiche…costituiscono un peccato contro la santità e l’unicità di Dio…esse sono portatrici d’inganno e di falsità, favoriscono l’immoralità, svuotano di contenuti la fede cristiana nella redenzione e nella salvezza, operata da Cristo... Le pratiche magiche sono una grave offesa contro la dignità dell’uomo…una rinuncia...alla libertà umana, un atto di paura di fronte alla vita che invece dobbiamo affrontare con coraggio.” (nota CEC, p.13).

 Tali atteggiamenti, dunque, condizionano la vita dell’uomo svuotandone la sua personalità, inducendolo ad un rassegnato fatalismo che annulla la fede in Dio e nella sua provvidenza. Chi resta nella paura e nell’ignoranza resta nella sudditanza: “Occorre rendersi conto che l’attività occultistica rappresenta anche un imbroglio colossale, diretto a svuotare le tasche degli adepti, dopo aver svuotato il loro cuore ed averli resi schiavi di una superstizione senza alcun fondamento... Il “veggente” o il “mago” riescono a soggiogare i propri adepti (sfruttando talvolta l’effetto placebo), inducendo in loro uno stato di dipendenza psicologica molto simile all’asservimento.” (nota CEC, p.16-17).

 Gli operatori pastorali hanno il dovere di avvisare dei seri pericoli cui va incontro chi pratica la magia, l’occultismo e la divinazione. Altresì hanno il compito di tranquillizzare coloro che si fossero lasciati condurre fuori strada o turbare dalle ricorrenti rivelazioni circa un incombente futuro apocalittico. Occorre far emergere l’ottimismo e la Speranza!

Il Cristiano sa che la sua vita non può essere dominata da forze occulte, manovrate a piacimento con riti esoterici, e non può accettare che il proprio futuro sia scritto nelle carte, nei movimenti dei corpi celesti o in altre forme di predizione. I Veri credenti si affidano esclusivamente a Gesù, unico Salvatore (cf At 4,12). Essi non s’interrogano sul futuro, piuttosto, lo costruiscono con Dio!

  Il documento, con insistenza, evidenzia che il compito primario della Chiesa è quello di combattere contro la diffusa carenza di fede: “La mentalità magica attecchisce e prospera più facilmente dove c’è un vuoto di conoscenza della fede.” (nota CEC, p.19).

La lotta che deve sostenere la Chiesa, non è solo contro l’ignoranza religiosa, ma anche contro le potenze del male, “i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria” (Ef 6,12). Il Concilio Vaticano II afferma: “Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre, lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà fino all’ultimo giorno…”(5).

  A tal propositoè opportuno che in ogni diocesi, su mandato del vescovo (che è anche esorcista(6)), ci sia un’equipe d’esperti sacerdoti, “distinti per pietà, scienza, prudenza e integrità di vita”, possibilmente coadiuvati da laici preparati (tra cui uno psicologo), che faccia discernimento e valuti caso per caso l’opportunità dell’esorcismo o d’altro aiuto.

  Pur affermando che il maligno non può opporre alcun limite al diffondersi dell’amore di Dio, che dà in abbondanza e gratuitamente, e “vuole che tutti gli uomini siano salvati… ” (1Tim 2,4), è necessario ricordare ai fedeli che la dannazione eterna è annunciata con certezza nel Vangelo e che il demonio esiste ed è in grado d’interferire negativamente nella vita dell’uomo, presentandosi con inganno sotto false spoglie: "Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce" (2Cor 11,14). Dispiace constatare una dicotomia tra gli stessi operatori pastorali: c’è chi vede il diavolo dappertutto o, all’opposto, chi rifiuta di prendere in considerazione questa realtà.

 L’esperienza c’insegna ad essere cauti nel giudicare le pratiche magiche, in ogni circostanza, come un’azione diretta del demonio, il quale, però, approfitta sempre delle fragilità umane. Il Cristiano deve essere cosciente del pericolo di Satana nel mondo, ma non deve vivere nella paura, perché sa di tenere la capacità di difendersi dai suoi malefici influssi, per mezzo della preghiera e dei Sacramenti. “La forza salvifica di Cristo raggiunge il suo vertice non nell’esorcismo, ma nei sacramenti. D’altra parte, l’influsso più deleterio del demonio sull’uomo ha luogo non nella possessione, ma nel peccato. Contro l’influsso demoniaco l’esorcismo non è il primo né il più potente rimedio: esso va cercato in una vita spirituale impegnata, nella vita fraterna della comunità ecclesiale, nell’assidua frequenza ai sacramenti, nella preghiera fervorosa e incessante, nell’ascolto docile della parola di Dio.” (nota CEC, p.25). La Chiesa è consapevole che la sua azione pastorale rende operante la vittoria di Cristo sul peccato e che non esistono casi d’alienazione senza speranza, essa ha una certezza indistruttibile che è fonte di fiducia e di gioia: Gesù Cristo è presente in mezzo a noi e ha vinto il mondo!

 La gente afferma di non essere responsabile del male che ci circonda, è opportuno in ogni caso ricordare che siamo sicuramente responsabili singolarmente della risposta che diamo all’ingiustizia presente nel mondo. Occorre guardarsi dal pericolo di ampliare troppo la realtà del maligno e accordargli troppa importanza. Ritenere il diavolo o le circostanze unici responsabili del male è segno di vittimismo e di mancanza del senso del peccato, questo atteggiamento ci allontana dalla vera conversione, dal concreto pentimento e dalla richiesta personale di perdono.

 La Nota vuole aprire gli occhi alla gente, e soprattutto dare responsabilità alla pastorale locale: “Invitiamo le nostre parrocchie ad abilitarsi...” (nota CEC, p.22). è essenziale proporre ai fedeli un autentico itinerario di conversione (non solo delle catechesi finalizzate ai sacramenti) “…che permetta un corretto e fruttuoso cammino di fede o si corre il rischio non tanto di svuotare le chiese, ma di riempirle di persone vuote…”(7). Una pastorale necessariamente coraggiosa (come ci propone il Sinodo Diocesano), che attui la “politica” della corresponsabilità (8), che miri a formare l’assemblea, ad essere Ekklēsía. Solo vivendo la “koinonia”(9), consentendo una partecipazione attiva e soprattutto consapevole dei laici nella Chiesa, la nuova pastorale sarà l’antitesi della “dottrina della rassegnazione”, contraria sia “all’attivismo” (quando non dà il dovuto spazio alla preghiera e allo studio), sia “all’abulia” (quando non si è in ascolto dello Spirito).

 Una pastorale, quindi, desiderosa di rinnovarsi nello Spirito, incominciando a rendere reali i consigli pastorali e gli uffici degli affari economici parrocchiali: “Se la Chiesa deve essere “famiglia di famiglie”, la parrocchia non può avere nel parroco un “capo assoluto”… Nei fatti il potere decisionale e amministrativo é rimasto nelle mani del parroco… che non può pensare di possedere tutti i carismi e le attitudini necessarie al governo della comunità, ma grazie al dono dello Spirito potrà sviluppare e vivere il carisma della totalità, quello, cioè, di esaltare le capacità di ciascuno al servizio e al bene di tutti gli altri.”(10).

La Chiesa del nostro tempo con umiltà sta dimostrando di saper fare introspezione e autocritica, ammettendo le proprie responsabilità e gli errori del passato, per non cadere nella tentazione del potere, rifiutando i privilegi, i compromessi e i comportamenti (ad intra e ad extra) servili e adulatori per ottenere favori.

La Chiesa, dunque, “…per sua natura è missionaria”(11), ed è chiamata “in ogni occasione opportuna e non opportuna” (2Tim 4,2) a manifestare a tutti (compresi Ebrei, Islamici e Induisti) la potenza liberatrice di Cristo nella Storia. Svolgendo il “ministero dell’Effatà, ripropone con forza il fondamentale principio cristiano: “Cristo, il vero e unico Liberatore!”. Occorre annunziare che la nostra “liberazione” non viene da un’ideologia o da un metodo, né da una dottrina o da una filosofia, tanto meno da pratiche magiche o divinatorie, bensì, da Gesù di Nazareth, una Persona che realmente ci sta accanto come compagno di viaggio. Solo con Lui possiamo costruire liberamente il nostro destino. Poiché, in modo completamente diverso a qualsiasi ideologia sociale, economica e politica, Cristo realizza la liberazione dell’uomo: una liberazione integrale, facendo uscire da prigione l’amore presente nel “cuore” dell’uomo. Proprio perché quest’affrancamento spirituale interessa il “cuore” - la coscienza - dell’uomo, esso è fondamentale perché investe tutti gli ambiti della realtà umana: quello sociale (liberazione dalle dipendenze e dai soprusi), quell’economico (liberazione dallo sfruttamento e consumismo) e quello psicologico (liberazione dalle angosce e paure), quello religioso (liberazione dagli idoli e dalla ritualità magica).

 Nell’ottica della ricerca di nuove vie d’evangelizzazione (al presente l’azione pastorale è rivolta a “convertire” i battezzati), va proposta una “pastorale personalistica” (che abbia tempo e pazienza) dove si valorizza il rapporto intimo tra “l’io” dell’uomo e il sommo “tu” di Dio, così da “penetrare profondamente nel mondo intimo dell’uomo…e scuoterne la coscienza…”(12). Pertanto, il successo di un’evangelizzazione, che rispetti la duplice fedeltà a Dio e all’uomo, non va misurato semplicemente su una maggiore frequenza ai sacramenti (la Chiesa non può ridursi ad un distributore di servizi e sacramenti). La sua efficacia andrà misurata sulla “metanoia”, cioè, sulla reale conversione dei fedeli che manifestano concretamente frutti di gioia, di pace e di santità.

 Coraggio! Il Signore Gesù dona sempre nuove energie e si rivolge oggi a noi come si è rivolto ai suoi discepoli dicendo: “Nolite timère(Non abbiate paura!) Mt.28,10. è anche un invito alla parresia, a non avere reticenze, così come ci ha insegnato mons. Antonio Bello: “Prega... perché la Chiesa di Cristo, per amore dei poveri, non taccia. Implora lo Spirito perché le rovesci addosso tanta “parresia” da farle deporre, finalmente, le sottigliezze del linguaggio misurato e farle dire a viso aperto...”(13) che l’inferno esiste e “il diavolo, come leone ruggente va in giro (anche nelle chiese), cercando chi divorare.” (1Pt 5,8), che se non ci convertiamo anche a noi “credenti” può essere tolta la luce, che noi cattolici non possiamo sostenere le Istituzioni (politiche, sociali o religiose) che non difendono la famiglia “tradizionale”, che sono contro la libertà religiosa e la parità scolastica, che sono a favore dell’aborto e dell’eugenetica, che non preservano la Domenica come giorno di riposo…; che non si può tollerare “una doppia morale”: una per i “colti” e una per gli “ignoranti”, una per i ricchi e potenti e una per i poveri e gli oppressi, una per gli uomini e una per le donne; che non basta solo indignarsi (anche se oggi ci s’indigna raramente) contro le ingiustizie e le atrocità, perché non si può cambiare il mondo senza muovere un dito; che è inutile riconoscere nel “povero” il volto di Cristo, se poi non si fa niente per aiutarlo ad uscire dal suo stato di degrado (perché “chi sa fare il bene e non lo compie, commette peccato” Gc 4,17); che confidare nella violenza e nella rapina e vivere nella ricchezza smaccata e volgare e circolare con automobili di lusso (che hanno occupato il posto delle carrozze imperiali), significa bestemmiare contro Cristo e il suo Vangelo; che credere nella magia e nella superstizione è bestemmiare contro Dio e la sua provvidenza.

 A dispetto di tante iniquità, violenze e profezie avvilenti che vogliono uccidere la Speranza, annunciamo con fermezza e a voce alta che verranno tempi migliori, che abbiamo fiducia nel futuro, che “non bisogna aver paura del mistero di Dio e del Suo amore… né di chiamarlo “Padre”… né della debolezza dell’uomo né della sua grandezza!”(14). Perché siamo stati creati per la comunione, per la festa senza fine! Questo ottimismo non esula dall’impegno sociale. Tante persone di buona volontà sperimentano che lo Spirito di Cristo risorto suscita un atteggiamento positivo e gioioso verso la vita, Essi hanno verificato che il contrario della paura non è il coraggio, ma la Fede (cf Eb 11,4-40), dato che il Signore Gesù “non ci ha dato uno Spirito di timidezza ma di forza...” (2Tim.1,5), di forza d'animo per tuffarci con gioia nella vita, che ci spinge a custodire questo mondo che Dio ci ha affidato e costruire con Lui la civiltà dell’amore.

 La Chiesa, con la voce dell’amatissimo Giovanni Paolo II, c’esorta: “non abbiate paura di voi stessi!…Perché l’uomo é stato redento da Dio…che ha amato il mondo! Lo ha amato da dare il suo Figlio unigenito! Questo Figlio permane nella storia dell’umanità come Redentore… La potenza della croce di Cristo e della sua Resurrezione è più grande di ogni male di cui l’uomo potrebbe e dovrebbe aver paura…“Non abbiate paura!”, diceva Cristo agli apostoli e alle donne dopo la risurrezione… La Madonna, forte della sua fede, non ebbe paura…la vittoria sarà riportata da Maria. Cristo vincerà per mezzo di lei, perché Egli vuole che le vittorie della Chiesa nel mondo contemporaneo e in quello futuro siano unite a lei…Occorre che nella coscienza degli uomini riprenda vigore la certezza che esiste Qualcuno che tiene in mano le sorti di questo mondo che passa… E questo Qualcuno è Amore… fatto uomo…incessantemente presente tra gli uomini. È Amore eucaristico. È fonte incessante di comunione. È solo Lui a dare la piena garanzia delle parole “Non abbiate paura!”(15).

 È fondamentale, nel nostro tempo, essere segni di Speranza e con entusiasmo diffondere la Fiducia e da essa lasciarsi condurre, e scoprire così che è possibile vivere nella libertà e nella gioia dei figli di Dio, perché “tutto posso in Colui che mi dà la forza” (Fil. 4,13). Tutto possiamo in Chi ci ha donato lo Spirito che ci permette di ascoltare la voce potente di Dio ci dice: “... esultate di gioia e rallegratevi, perché io sono in mezzo a voi e ho deciso una volta e per sempre che avrete parte all’albero della vita”.

Quarto - Napoli 22 - 8 - 2008                                                    mario d’agosto

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1 Gli agnostici pur affermando l'impossibilità di conoscere la verità sull'esistenza di Dio (in quanto ritengono che essa non può essere sottoposta ad una verifica sperimentale), tuttavia, non sono necessariamente indifferenti al problema della fede e all'attività spirituale o religiosa. Molti di essi cercando attivamente una fede o sono in dubbio.

2 Conferenza Episcopale Campana, Io sono il Signore vostro Dio”, Nota pastorale a proposito disuperstizione, magia, satanismo, Napoli 1995 (pubblicata integralmente anche sulla rivista diocesana“Proculus” n°2 del 1995)

3 Cf Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2111.

4 Cf Benedizionale, n. 15.

5 Cf Gaudium et Spes n.37.

6 Cf Mc 3,14-15. Gesù…"Ne costituì Dodici perché stessero con lui… e perché avessero il potere di scacciare i demòni.

7 Cf Diocesi di Pozzuoli, “Linee Pastorali”, Introduzione, Pozzuoli 1997.

8 Cf Lumen Gentium n. 12; Cf Christifideles laici n. 23.

9 Comunione, Comunanza di beni, Partecipazione, Unione, Fare del bene, Responsabilità... “Fedele è Dio dal quale siete stati chiamati alla comunione (Koinonia) del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!” (1Cor 1,9). 

10 Cf Diocesi di Pozzuoli, “Linee Pastorali”, Introduzione, Pozzuoli 1997.

11 Cf Ad Gentes, n°2.

12 Cf Giovanni Paolo II, “Varcare la soglia della Speranza”, Milano 1994, pp. 197, 227.

13 Cf Antonio Bello, “Parole d’amore”, Bari, 1993, pp. 46-47.

14 Cf Giovanni Paolo II, “Varcare la soglia della Speranza”, Milano 1994, pp. 10-11.

15 Ibid., pp. 241-244.

 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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