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santambrogio

 L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

SECONDO SANT'AMBROGIO

Vescovo di Milano - IV° sec. d.C.

L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande non siate voi la zavorra che impedisce loro di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio della passione, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato, e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.

Sant' Ambrogivs

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CONSACRA LA TUA FAMIGLIA
A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

sacra_famiglia

CONSACRAZIONE 
ALLA SANTA FAMIGLIA

 "O Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, la nostra famiglia si consacra a Te e chiede di essere difesa da ogni pericolo, guidata e sostenuta nell'amore, per tutta la vita e l'eternità. Fa, o Santa Famiglia, che la nostra casa e il nostro cuore siano un cenacolo di preghiera, di pace, di grazia e di comunione. Custodisci nella fedeltà, la nostra vocazione e la nostra missione. Accresci in noi la fede e la santità."

Amen

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              Medjugorje

     BV_Maria

          Messaggio a Ivan
           22 Maggio 2011

 "Cari figli, oggi più che mai desidero invitarvi alla preghiera. Cari figli, satana desidera distruggere le famiglie di oggi, perciò desidero invitarvi al rinnovamento della preghiera famigliare. Pregate, cari figli, nelle famiglie, con i vostri figli, non permettete l'accesso a satana. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata."

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         Messaggio a Ivan
          15 Maggio 2009

Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni. Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie. Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi.

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                             Lettera    
I valori della nostra famiglia

Nella nostra casa viviamo un rapporto d'amore per noi assai prezioso. Abbiamo imparato, tuttavia, che l'amore per crescere deve essere coltivato, consolidando i valori evangelici su cui è fondata la nostra famiglia.

Molte cose si oppongono allo splendore della Verità, per questo, dobbiamo aiutarci reciprocamente a crescere nella Verità e nell'Amore per maturare come persone singole e come famiglia.

Purtroppo quando l'amore coniugale non matura, diventa inevitabilmente un legame soffocante che impedisce all'altro di sbocciare. Una relazione così, produce solo dolore e frustrazione ed è destinata prima o poi a finire, com'è accaduto a tanti nostri amici.

Per questo è importante saper difendere e amare sempre più il nostro amore.Il vero amore non si consuma, anzi, più lo doniamo e più cresce. Nella misura in cui io e te ci amiamo, così siamo in grado di amare i nostri figli e il prossimo.

L'amore che viviamo è un dono grande che viene da Dio e grazie a Lui il nostro rapporto familiare è gioioso e sereno, ci concede di vivere nella libertà dei figli di Dio e di trovare sempre soluzioni accettabili per ognuno di noi.

Ecco perché mi propongo di amarvi sempre di più, donandomi senza riserve, di non aver nessun possesso su di te e sui nostri figli, perché ognuno di noi è una persona unica, con i propri bisogni e carismi da manifestare.

Rispetterò i vostri diritti e chiedo che rispettiate i miei. Quando il mio modo di agire v'impedirà di soddisfare le vostre esigenze, desidero che me ne parliate, io vi ascolterò e cercherò di cambiare.

Quando il vostro comportamento soffocherà le mie capacità e i miei bisogni, ve ne parlerò, perché possiate capirmi e forse cambiare.

Non desidero vincere facendovi perdere, perché ciò che conta per me è la vostra felicità. Affronteremo con serenità le nostre "incomprensioni" e con fiducia le risolveremo assieme. Così uniti e liberi saremo una famiglia vincente.

Dobbiamo essere in due a custodire un bene così grande che è il nostro amore. Unicamente con la preghiera, che ci fa vivere la tenerezza del Vangelo, la nostra famiglia non avrà mai paura del futuro, sarà forte, feconda e serena.

Proprio la preghiera insieme, nell'intimità della nostra casa, ci ha fatto superare molti momenti difficili, donandoci sempre speranza, armonia e pace.

Abbiamo sperimentato che pregando uniti resteremo sempre uniti, e che solo mettendo Dio al primo posto si perfeziona il nostro amore e tutto ciò che ci unisce.

Vivendo questi principi, valorizzeremo noi stessi, ci ameremo ancor di più e la nostra famiglia sarà sempre "gradita agli occhi di Dio"

diac. mario d'agosto

"Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori" Sal 126

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Preghiere scritte dal diacono mario d'agosto

 

Padre mio, perdonami !


 Padre mio ascoltami, abbi misericordia di me, riconosco la mia colpa e sono addolorato del male commesso, perché non amando i fratelli, ho rifiutato Te.

Padre Buono, per il sangue di tuo Figlio Gesù, cancella il peccato che è in me e per la potenza della Sua Resurrezione, effondi di nuovo in me lo Spirito di Vita.

Abbà Padre ti offro le mie debolezze e chiedo il sostegno della tua Grazia per esserti fedele.

Padre mio, perdonami! Abbracciami perché io appartengo a Te e desidero stare sempre con Te. Regalami la gioia del Tuo perdono, liberami da ogni male e salvami, perché eterna è la tua misericordia! Amen.

 

Pregare gli Angeli

 

Benedetti Santi Angeli di Dio, nostri Fratelli maggiori, guidate, proteggete, e benedite (nome …), che vi fu affidato dall’Eterno Padre Buono.

 Amen.

 

Preghiera per i defunti

 

La Tua Gioia senza fine dona ai nostri fratelli defunti, o Signore della Vita.  Nella Tua misericordia, mostra a (nome …) la luce del Tuo volto e sia una sola cosa con Te, per sempre nel tuo Regno.   Amen.

 

Preghiera a Maria

 

Rallegrati Maria, madre nostra tutta Santa, il Signore è in te. Aiutaci ad accogliere tuo Figlio e lo Spirito Santo, perché anche in noi l'Onnipotente possa fare grandi cose.

Donna di fede, tu che hai sostenuto la Speranza degli Apostoli, proteggi da qualsiasi pericolo il dono di vivere nella gioiosa libertà dei figli di Dio.

Madre di operosa misericordia, ti chiediamo di guidarci sulla via della beata povertà di spirito, per accogliere le grazie di Gesù nostro Signore.

Benedetta Maria, maestra di umiltà,tu che ci hai insegnato ad essere responsabili dell'altrui felicità,

concedici di amare di un amore a immagine di Cristo,affinché venga in mezzo a noi il Regno della Sua giustizia e della Sua pace. Poiché, solo se ci prendiamo cura del prossimo, permettiamo all'Eterno Padre Buono di prendersi cura di noi.

Madre dell'Amore, santificaci con la tua potente benedizione. 

Amen.

 

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Art. 1                                                                    PREMESSA

a) Il Concilio Vaticano II ha aperto l'accesso dei laici ai ministeri e ha riconosciuto che i coniugi sono veri ministri[1] e che la famiglia è una Chiesa domestica. Queste fondamentali affermazioni bisogna renderle sempre più prassi eccle­siale e "vita vissuta".

Il Direttorio rimarca l’importanza di far passare le famiglie cristiane da oggetto a soggetto della pastorale[2]. I vescovi italiani collocano i gruppi famiglia al primo posto tra le iniziative pastorali per la crescita della coppia e della famiglia[3]. In ogni parrocchia è vitale la presenza di gruppi famiglia, essi sono da promuovere, riconoscere e valorizzare in docile obbedienza a ciò che lo Spirito suscita, in quanto sono: “…luogo di crescita nella fede e nella spiritualità propria dello stato coniugale…”[4]. Dunque, la parroc­chia deve necessariamente essere capace di prevedere compiti di corresponsabilità[5] e, pertanto, veri e propri ministeri da affidare agli sposi cristiani e in particolare ai “gruppo famiglia”.

b) In forza del sacramento del matrimonio e del ministero di evangelizzazione che ne scaturisce, gli sposi hanno un compito specifico e insostituibile per l’annuncio del Vangelo in parrocchia (cfr. ESM 59[6]). E’ necessario che la loro ministerialità sia riconosciuta e valorizzata dai parroci e sia riconosciuta ed esercitata dagli sposi, gioiosamente convinti della propria vocazione e missione sponsale e della ricchezza di grazia che proviene dal sacramento del matrimonio.

c) Lo spirito Santo, infatti, santifica e guida il popolo di Dio non solo per mezzo dei sacramenti e dei ministeri ordinati e istituiti, ma anche per mezzo dei carismi: distribuendo doni speciali sia al clero e sia ai fedeli laici. Questi doni lo Spirito Santo li dispensa per far nascere vari compiti e uffici, utili al rinnovamento della Chiesa. Tali carismi sono dati a tutti i fedeli, ai singoli e agli sposi, perché servano all’arricchimento spirituale e al bene dell’intera comunità ecclesiale.

La fondamentale comunione ed uguaglianza del popolo di Dio, nella varietà dei ministeri e dei carismi, è segno e strumento di partecipazione e di corresponsabilità di tutti i fedeli alla missione della  Chiesa, voluta da Dio “tutta ministeriale”, per la salvezza degli uomini.

d) Per noi, membri della “Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi.”, lavorare per il Regno di Dio, con il nostro specifico carisma, significa costruire: “la civiltà dell'amore come ad un possibile sistema di vita e di convivenza umana. «Essere insieme» come famiglia, essere gli uni per gli altri, creare uno spazio comunitario per l'affermazione d’ogni uomo come tale… Sì, la civiltà dell'amore è possibile, non è un'utopia. È possibile, però, soltanto grazie ad un costante e vivo riferimento a «Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale proviene ogni paternità nel mondo» (cfr Ef 3,14-15), dal quale proviene ogni famiglia umana.” (Papa Giovanni Paolo II “Lettera alla famiglia”).

 Art. 2      PERCHÉ CI SIAMO CHIAMATI  "Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi.”

a) Perché al centro della nostra Spiritualità c’è la Santa Famiglia di Nazareth.
In ascolto e "mossi dallo Spirito" consideriamo lo stile di vita della Santa Famiglia come l’esempio da imitare. Per questo motivo ci siamo chiamati “Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi.”, ad Essa ci siamo consacrati, chiedendo ogni giorno che ci conceda di vivere la Spiritualità di Nazareth, pregando che c’illumini, ci accompagni e ci protegga nel nostro cammino di conversione e di testimonianza con la nostra vita del Signore risorto.

b) A Nazareth è avvenuto qualcosa di unico, è vissuta nel nascondimento e nell’operosità una piccola, umile, ma immensa Famiglia, che ci ha lasciato nella semplicità una potente testimonianza e un “misterioso” messaggio: “Vivete l’amore, la fantasia e la potenza dello Spirito Santo! ”. Proprio la Famiglia di Nazareth c’insegna ad essere una “famiglia-Chiesa domestica”, per formare insieme con altre famiglie la Chiesa voluta da Cristo: “Un’unica famiglia formata da tante famiglie”.[7]. Questo è il modello che c’è stato indicato per realizzare il progetto d’amore che Dio ha per la famiglia umana, ossia:

■  convivere (camminare insieme con gli altri),

■  condividere (farsi dono per realizzare il Regno di Dio).

■  comunicare (la verità, la gioia e la vita che lo Spirito ci effonde).

c) Far parte della “Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi.” significa accrescere in noi il coraggio della santità, dell’elasticità mentale, della disponibilità all’Assoluto. Ci permette di crescere nell’arte del vivere autenticamente e con letizia l’essere figli di Dio nella propria casa e tra le persone.

Frequentare la “Scuola Ge.Ma.Gi.”, in altre parole, significa vivere l’avventura del suo grande amore, benedetti da Dio, nella gioia di essere una vera famiglia, perché il nostro è un “Dio-Famiglia” (Padre-Figlio-Spirito), un Dio che ama la famiglia e che ha scelto una famiglia per farsi uomo.

d) Abbiamo fatto nostra la preghiera di Papa Giovanni Paolo II nella “Lettera alle famiglie”:

La Santa Famiglia, icona e modello d’ogni umana famiglia, aiuti ciascuno a camminare nello spirito di Nazareth; aiuti ogni nucleo familiare ad approfondire la propria missione civile ed ecclesiale mediante l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e la fraterna condivisione di vita. Maria, Madre del bell'amore, e Giuseppe, Custode del Redentore, ci accompagnino tutti con la loro incessante protezione!”.

 Art. 3                                                CHI SIAMO

a) Siamo coniugi cattolici che desiderano camminare insieme verso la perfezione evangelica, ispirandoci alla Santa Famiglia di Nazareth, nostra sorgente di grazia, e in ubbidienza alle direttive del Magistero.

b) La Comunità Famiglia Ge.Ma.Gi. nasce dall’iniziativa di un diacono e di sua moglie insieme ad alcune coppie. Il cammino è inserito nel progetto di pastorale familiare più ampio di cui il parroco si fa sostenitore. La comunità è composta da sposi e singoli membri della comunità parrocchiale, che si rendono docili allo Spirito per essere adulti nella fede per poi poter prestare, secondo le proprie possibilità, un servizio nella parrocchia, in particolare nell’ambito della pastorale familiare[8].

c) La Comunità accoglie coniugi, singoli, vedovi e divorziati che desiderano fare un cammino di crescita spirituale e culturale insieme con altre persone. Per noi è fondamentale camminare insieme con fratelli di fede per una maggior crescita nella preghiera liturgica e privata, sempre più uniti. Spinti da un unico desiderio di diventare vera famiglia cristiana per mantenere e trasmettere a tutti i veri valori della famiglia[9], come Gesù c’insegna e testimonia nel mondo attraverso la Santa Chiesa Cattolica.

d) In questo cammino sperimentiamo come è importante che la singola famiglia viva la fede in una comunità di famiglie che nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa testimoniano l’amore di Dio per la crescita del suo Regno.

 


[1] “Catechismo della Chiesa Cattolica”  n°1534  “…due altri Sacramenti, l’Ordine e il Matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del popolo di Dio

[2] “Direttorio di Pastorale Familiare” n°93  “i coniugi potranno riscoprire e vivere il loro ministero in armonica collaborazione con tutti gli altri ministeri e le famiglie eserciteranno il compito loro proprio nella Chiesa e nella società, quali soggetti attivi e responsabili”

[3] Il “Direttorio di pastorale familiare” cap.V, sez.D. n. 127, inoltre afferma: “…questi gruppi non sono solo il frutto di pur legittime esigenze di natura psicologica e sociologica, ma affondano le loro radici in motivazioni di natura tipicamente ecclesiale e profondamente cristologia: sono, a loro modo, segno e realizzazione della Chiesa e frutto di una risposta delle coppie e delle famiglie cristiane ad una chiamata del Signore; introducono nella comunità ecclesiale uno stile più umano e più fraterno di rapporti personali che rivelano la dimensione familiare della Chiesa”.

[4] “Direttorio di Pastorale Familiare” n°126”..con vera saggezza pastorale e in docile obbedienza a Cristo Signore, nella comunità cristiana siano, innanzi tutto, promossi, riconosciuti e valorizzati i gruppi familiari e ci si adoperi perché siano sempre più luogo di crescita nella fede e nella spiritualità propria dello stato coniugale; momento d’apertura alla vita parrocchiale e comunitaria; stimolo al servizio pastorale nella Chiesa e all’impegno nella società civile”.

[5] Convegno Ecclesiale Nazionale CEI n° 4 “…per questo diventa essenziale, rilanciandone l’impegno ecclesiale e secolare, ….Un ruolo specifico spetta agli sposi cristiani che, in forza del sacramento del Matrimonio sono chiamati a divenire . Riconoscere l’originale valore della vocazione laicale significa, all’interno  di prassi  di corresponsabilità, rendere i laici protagonisti di un discernimento attento e coraggioso…”

[6] ESM    CEI, Documento pastorale Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, 20 giugno 1975.

[7] Direttive Sinodali n°89 “introdurre sempre più le nostre famiglie ad esperienze di ascolto, di fede, di comunione nella preghiera, di ricerca e riscoperta di Gesù Cristo, strutturate a dimensione di coppia e di famiglia cristiana. In tal modo la nostra Chiesa particolare sarà percepita come un’autentica esperienza di comunione, anzi come una in cui le relazioni umane interpersonali non sono strutturali a nient’altro che a Gesù Cristo”.

[8] “Gaudium et Spes” n°52 “I cristiani, ben utilizzando il tempo presente e distinguendo le realtà permanenti dalle forme mutevoli si adoperino per sviluppare diligentemente i valori del matrimonio e della famiglia; lo faranno con la testimonianza della propria vita, superando le difficoltà attuali, essi provvederanno ai bisogni e agli interessi delle famiglie, in accordo con i tempi nuovi. Le varie opere d’apostolato, specialmente i movimenti familiari, si adopereranno a sostenere la dottrina e con l’azione i giovani e gli stessi sposi, particolarmente le nuove famiglie, per formarli alla vita familiare, sociale, ed apostolica”.

[9] “Familiaris consortio” n°38 “… nello stesso tempo, con senso di responsabilità di fronte a Dio che li chiama e li manda ad edificare la  Chiesa nei figli. Così la famiglia dei battezzati, convocata quale chiesa domestica dalla Parola e dal Sacramento diventa insieme, come la grande Chiesa, maestra e madre”.

 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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