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santambrogio

 L'EDUCAZIONE DEI FIGLI

SECONDO SANT'AMBROGIO

Vescovo di Milano - IV° sec. d.C.

L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.

Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.

Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.

Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande non siate voi la zavorra che impedisce loro di volare.

Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.

Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio della passione, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato, e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.

I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.

Sant' Ambrogivs

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CONSACRA LA TUA FAMIGLIA
A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

sacra_famiglia

CONSACRAZIONE 
ALLA SANTA FAMIGLIA

 "O Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, la nostra famiglia si consacra a Te e chiede di essere difesa da ogni pericolo, guidata e sostenuta nell'amore, per tutta la vita e l'eternità. Fa, o Santa Famiglia, che la nostra casa e il nostro cuore siano un cenacolo di preghiera, di pace, di grazia e di comunione. Custodisci nella fedeltà, la nostra vocazione e la nostra missione. Accresci in noi la fede e la santità."

Amen

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              Medjugorje

     BV_Maria

          Messaggio a Ivan
           22 Maggio 2011

 "Cari figli, oggi più che mai desidero invitarvi alla preghiera. Cari figli, satana desidera distruggere le famiglie di oggi, perciò desidero invitarvi al rinnovamento della preghiera famigliare. Pregate, cari figli, nelle famiglie, con i vostri figli, non permettete l'accesso a satana. Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata."

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         Messaggio a Ivan
          15 Maggio 2009

Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni. Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie. Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi.

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                             Lettera    
I valori della nostra famiglia

Nella nostra casa viviamo un rapporto d'amore per noi assai prezioso. Abbiamo imparato, tuttavia, che l'amore per crescere deve essere coltivato, consolidando i valori evangelici su cui è fondata la nostra famiglia.

Molte cose si oppongono allo splendore della Verità, per questo, dobbiamo aiutarci reciprocamente a crescere nella Verità e nell'Amore per maturare come persone singole e come famiglia.

Purtroppo quando l'amore coniugale non matura, diventa inevitabilmente un legame soffocante che impedisce all'altro di sbocciare. Una relazione così, produce solo dolore e frustrazione ed è destinata prima o poi a finire, com'è accaduto a tanti nostri amici.

Per questo è importante saper difendere e amare sempre più il nostro amore.Il vero amore non si consuma, anzi, più lo doniamo e più cresce. Nella misura in cui io e te ci amiamo, così siamo in grado di amare i nostri figli e il prossimo.

L'amore che viviamo è un dono grande che viene da Dio e grazie a Lui il nostro rapporto familiare è gioioso e sereno, ci concede di vivere nella libertà dei figli di Dio e di trovare sempre soluzioni accettabili per ognuno di noi.

Ecco perché mi propongo di amarvi sempre di più, donandomi senza riserve, di non aver nessun possesso su di te e sui nostri figli, perché ognuno di noi è una persona unica, con i propri bisogni e carismi da manifestare.

Rispetterò i vostri diritti e chiedo che rispettiate i miei. Quando il mio modo di agire v'impedirà di soddisfare le vostre esigenze, desidero che me ne parliate, io vi ascolterò e cercherò di cambiare.

Quando il vostro comportamento soffocherà le mie capacità e i miei bisogni, ve ne parlerò, perché possiate capirmi e forse cambiare.

Non desidero vincere facendovi perdere, perché ciò che conta per me è la vostra felicità. Affronteremo con serenità le nostre "incomprensioni" e con fiducia le risolveremo assieme. Così uniti e liberi saremo una famiglia vincente.

Dobbiamo essere in due a custodire un bene così grande che è il nostro amore. Unicamente con la preghiera, che ci fa vivere la tenerezza del Vangelo, la nostra famiglia non avrà mai paura del futuro, sarà forte, feconda e serena.

Proprio la preghiera insieme, nell'intimità della nostra casa, ci ha fatto superare molti momenti difficili, donandoci sempre speranza, armonia e pace.

Abbiamo sperimentato che pregando uniti resteremo sempre uniti, e che solo mettendo Dio al primo posto si perfeziona il nostro amore e tutto ciò che ci unisce.

Vivendo questi principi, valorizzeremo noi stessi, ci ameremo ancor di più e la nostra famiglia sarà sempre "gradita agli occhi di Dio"

diac. mario d'agosto

"Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori" Sal 126

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Preghiere scritte dal diacono mario d'agosto

 

Padre mio, perdonami !


 Padre mio ascoltami, abbi misericordia di me, riconosco la mia colpa e sono addolorato del male commesso, perché non amando i fratelli, ho rifiutato Te.

Padre Buono, per il sangue di tuo Figlio Gesù, cancella il peccato che è in me e per la potenza della Sua Resurrezione, effondi di nuovo in me lo Spirito di Vita.

Abbà Padre ti offro le mie debolezze e chiedo il sostegno della tua Grazia per esserti fedele.

Padre mio, perdonami! Abbracciami perché io appartengo a Te e desidero stare sempre con Te. Regalami la gioia del Tuo perdono, liberami da ogni male e salvami, perché eterna è la tua misericordia! Amen.

 

Pregare gli Angeli

 

Benedetti Santi Angeli di Dio, nostri Fratelli maggiori, guidate, proteggete, e benedite (nome …), che vi fu affidato dall’Eterno Padre Buono.

 Amen.

 

Preghiera per i defunti

 

La Tua Gioia senza fine dona ai nostri fratelli defunti, o Signore della Vita.  Nella Tua misericordia, mostra a (nome …) la luce del Tuo volto e sia una sola cosa con Te, per sempre nel tuo Regno.   Amen.

 

Preghiera a Maria

 

Rallegrati Maria, madre nostra tutta Santa, il Signore è in te. Aiutaci ad accogliere tuo Figlio e lo Spirito Santo, perché anche in noi l'Onnipotente possa fare grandi cose.

Donna di fede, tu che hai sostenuto la Speranza degli Apostoli, proteggi da qualsiasi pericolo il dono di vivere nella gioiosa libertà dei figli di Dio.

Madre di operosa misericordia, ti chiediamo di guidarci sulla via della beata povertà di spirito, per accogliere le grazie di Gesù nostro Signore.

Benedetta Maria, maestra di umiltà,tu che ci hai insegnato ad essere responsabili dell'altrui felicità,

concedici di amare di un amore a immagine di Cristo,affinché venga in mezzo a noi il Regno della Sua giustizia e della Sua pace. Poiché, solo se ci prendiamo cura del prossimo, permettiamo all'Eterno Padre Buono di prendersi cura di noi.

Madre dell'Amore, santificaci con la tua potente benedizione. 

Amen.

 

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Alla ricerca del discernimento perduto E-mail
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Spirito Santo dai Luce

 

 

ALLA RICERCA DEL DISCERNIMENTO PERDUTO” (1)

Ovvero, Cristo è il nostro discernimento, ma tanti cristiani lo hanno dimenticato.

 

Ci sarà capitato più volte di restare perplessi nell’ascoltare i commenti e le opinioni della gente sui fatti di cronaca o sulle scelte politiche e forse ci siamo chiesti:

- Con quale criterio la gente valuta gli accadimenti?

- C’è la possibilità di operare un buon discernimento nel marasma dei mezzi di comunicazione?

- Come ci si può difendere dai danni provocati dalla cattiva informazione, dalla pubblicità ossessiva e dalla maggior parte dei programmi televisivi?

A tal proposito, il Magistero della Chiesa manifesta una “grande inquietudine”. Occorre considerare il severo ammonimento del Papa Giovanni Paolo II: "La televisione può anche danneggiare la vita familiare: diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti, mandando in onda pornografia e immagini di brutale violenza, inculcando il relativismo morale e lo scetticismo religioso; diffondendo resoconti distorti o informazioni manipolate sui fatti ed i problemi di attualità; trasmettendo pubblicità profittatrice, affidata ai più bassi istinti; esaltando false visioni della vita che ostacolano l’attuazione del reciproco rispetto, della giustizia e della pace." (2).

Sulla stessa linea è la denuncia di Benedetto XVI sul: “…rischio fortemente rafforzato dall’immensa espansione dei mass-media, i quali, se da una parte moltiplicano indefinitamente le informazioni, dall’altra sembrano indebolire le nostre capacità di una sintesi critica.” (3).

Eppure, vi è un’indifferenza verso questo grido d’allarme da parte degli “addetti ai lavori” che fanno finta di non vedere e capire. Ciò spinge a domandarsi: com’è possibile che la maggioranza della gente subisce questa situazione passivamente?

La risposta è stata data sia dal Papa attuale, sia dal precedente, i quali hanno più volte avvertito l’Occidente che attraverso i media è in atto un subdolo dilagare del relativismo, nemico insidioso, che, mettendo tutto sullo stesso piano, annebbia la coscienza, toglie forza alla Verità e rende incapaci di discernere.

Il relativismo, di fatto, fomenta lo scetticismoverso la Verità, fino a negarne l’esistenza, perchè vuole diffondere la convinzione che ogni opinione (anche quella dei tiranni, dei politici corrotti, dei criminali, dei mafiosi, degli sfruttatori, dei menzogneri, dei paranoici e dei senza onore) è rispettabile e valida come tutte le altre. Ogni verità, in tal modo, rimane condizionata e relativa. Negando ogni certezza, si arriva alla falsa conclusione che: “…non esiste una gerarchia di valori, in fondo tutti i valori hanno la stessa valenza, tutte le civiltà sono uguali, una religione vale l’altra, tutte le religioni sono probanti o sono tutte invenzioni”.

Si evince chiaramente che il relativismo è soprattutto “opera dell’anticristo”, un tentativo malefico di annullare la Verità fondamentale della Rivelazione, ma sono pochi coloro che l’hanno capito.

      La grande pericolosità del relativismo sta anche nella modalità surrettizia con cui agisce, proprio perchè si insinua di nascosto nella società, come una concezione di vita (non dimostrabile), introdotta tacitamente nella mente dell’uomo, in modo quasi subliminale, con l'intento non dichiarato di persuadere e modificarne così il pensiero e il modo di agire. Questa situazione ci sta portando sempre più verso la disgregazione dei principi morali, l’annichilimento dei grandi valori etici di libertà, di democrazia, di rispetto per la vita e per la famiglia, di pari dignità tra l’uomo e la donna, conseguiti dopo secoli di tribolazioni e sventure.

Viviamo in un “caos informatico”, per cui, l’uomo è come smarrito, non ha più dei riferimenti sicuri su cui fondare la sua esistenza e costruire il suo futuro. Gli uomini, senza rendersi conto, spesso vivono un disordine interiore, un “malefico disorientamento”, che li rendono incapaci di lottare contro i nemici del discernimento che sono: l’appiattimento e la disonestà culturale. Infatti, ciò che rende amorfo il cittadino e gli impedisce di ragionare, è la crosta di omologazione, di falsità e di pregiudizi, diffusa e imposta dai mass-media in concorso con ampia parte dei cosiddetti “intellettuali”, politici e opinionisti “putrefatti”, venali e non di rado posseduti ideologicamente e membri della massoneria.

A questi bisogna aggiungere la categoria dei menanti ipocriti, “giornalisti senza pudore”, amanuensi opportunisti, scagnozzi e voltagabbana, che hanno smarrito il codice deontologico. Collusi con i potenti di turno fanno propaganda politica, con astuzia fabbricano, modificano e filtrano immagini e notizie. Il tutto destinato a persone che credono di essere informati, ma in realtà, non desiderano capire, rielaborare e discutere perché ormai asserviti all’ideologia del “partito” d’appartenenza. L’informazione, di fatto, è sottomessa alle direttive di un malefico sistema che ci fa credere di essere liberi di operare le nostre scelte, in realtà è una libertà sotto stretto controllo. Lo scopo di questi “manovratori occulti” è quello di portare la collettività ad un pensiero ideologicamente modificato, ad una ”apertura” mentale che si rivela invece chiusura, perchè vuole rendere la coscienza dell’individuo l’unica istanza etica, tuttavia facilmente manipolabile. Per uscire dall’accerchiamento mediatico occorre una buona dose di eroico discernimento. Non è inane l’esortazione di San Giovanni: "Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma discernete gli spiriti che sono da Dio, poiché molti falsi profeti sono passati al mondo" (1Gv 4, 1).

Di fatto, chi può negare che l’informazione è palesemente faziosa e ha il potere di alterare e degenerare l’opinione pubblica; pure la sedicente “satira” è settaria, sempre più tediosa e “stranamente” prudente nel criticare la “sharìa”, la legge coranica (sarà per la “sindrome della fatwa”?), ma irrispettosa e offensiva verso il Magistero e il mondo cattolico.

Quanti politici, giornalisti e “presentatori” televisivi sono intoccabili, hanno preso il monopolio delle varie TV (che non sono più un servizio pubblico, ma sono al servizio dei partiti e viceversa) e giocano a scambiarsi i ruoli, nella ricerca spasmodica di maggior potere e guadagno. Essi vedono solo i peccati degli antagonisti, laddove sono molto bravi a nascondere le loro azioni disoneste e ipocrite. Regna la menzogna spudorata. Non sanno fare autocritica e sono incapaci di scorgere qualcosa di buono nell’avversario.

Più cresce l’edonismo mediatico, più si depauperano l’etica e la politica, perchè diventano astruse e impersonali. La politica (come l’economia), a causa della globalizzazione (che purtroppo non segue delle regole condivise, ma è sottomessa a dinamiche imposte da alcuni potenti gruppi), sta perdendo sempre più la propria autonomia, perché il potere dell’informazione (e delle multinazionali) ha la capacità di asservirla ai propri interessi. Troppo spesso i media (incluse alcune riviste pseudo cattoliche che diffondono una falsa visione del cristianesimo) sono in funzione di un leviatano affamato: la platea degli utenti, che si soddisfano riempiendosi la pancia di banalità, di notizie futili, di turpiloqui e d’immagini brutali pur di pettegolare e aver qualcosa da dire. Questo mostro trova voluttà nella fiumana di notizie, di processi mediatici, di gossip e di “opinioni” dove danno libero sfogo non pochi cronisti senza scrupoli e ospiti “onagri” dei programmi tivù. Occorre rivendicare il diritto a non vedersi ingombrata l’anima di notizie abbruttenti, di malignità e di futilità.

Il poeta filosofo libanese Kahlil Gibran, a proposito dei giornalisti impostori, rimarcava: “In questo mondo ci sono due specie di uomini… quelli che entrano nel mondo della luce e quelli che si dirigono verso il luogo delle tenebre […] O sei piuttosto un giornalista che vende le sue idee, al mercato degli schiavi e che s’ingrassa con i pettegolezzi, con le disgrazie e con i delitti? Se così è, tu sei come un rapace avvoltoio che si nutre della putrida carogna.”(4).

Questa situazione ha generato, altresì, una nuova malattia: l’intossicazione da TG. Persone che, sottoposte ad un subliminale effetto ipnotico, diventano “telegiornali-dipendenti”, per questo hanno bisogno di una dose giornaliera di TG, prima, durante e dopo i pasti, pena una crisi d’astinenza e d’identità. Per non contaminarsi, poiché è difficile mitridatizzarsi, è opportuno in questo caso avere “rapporti protetti” con i media, usando il buonsenso di utilizzarli solo quando propongono cose interessanti.

Che confusione! Non si è più in grado di discernere, di distinguere il bene dal male (che ci fa male!), anche perché in tanti si è creato uno zibaldone tra il reale e il virtuale. Ciò accade anche nel linguaggio corrente, stranamente, quanto più si è fuori della legge e della morale, tanto più sono usati termini sfumati (l’infedeltà matrimoniale è stata ridotta ad una semplice “scappatella”). Proprio sui giornali e nei TG, neppure i delinquenti sono più chiamati per nome, è di moda usare gli eufemismi (non è chiaro se per solidarietà o per paura di offenderli): non miserabili assassini, vili criminali, ignobili truffatori, ladri infami, persone ottuse, malvagie, vigliacche, senza dignità, senza onore e senza Dio; questi malavitosi vengono definiti con titoli “istituzionalizzati”: aggiotatori, boss carismatici, luogotenenti, furbi del quartiere, ultras, abili scippatori, corrieri, microdelinguenti, commando, clan, gruppo di fuoco, killer professionisti, esecutori del sistema, freddi giustizieri, frange estremiste, ecc.. Chiamano coraggio la vigliaccheria e forza ciò che invece è debolezza.

E' vero che Cristoè venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19,10), ma non ha mai fatto il “diplomatico”, per amore di verità ha sempre usato gli aggettivi appropriati (vedi i farisei ipocriti), pur sapendo che ciò gli sarebbe costato la vita.

Sono "tempi pericolosi" per i pochi giornalisti, politici e pensatori che hanno la coscienza illuminata e si esprimono con competenza e “parresia”. Coraggio! Non avete bisogno di “riconoscimenti di partito” come spesso sono i premi Nobel e le lauree ad “honoris causa”. A voi il nostro appoggio e la nostra gratitudine, stima e preghiera!

Un altro nemico del discernimento è il diffuso degrado morale che ha portato alla “normalità del male”. La mancanza di pudore, il linguaggio scurrile e le scene di violenze sono proposte come eventi normali e moralmente accettabili. Ciò, in modo particolare, ci viene propinato dall’invasione dei films splatter made in USA (5) insieme ai cartoni animati giapponesi, la parte nociva della loro “cultura”, che non è la nostra, non ci appartiene e non corrisponde alle nostre radici cristiane. Pertanto, lo “stile” americano e la supponenza laicista stanno contaminando il nostro modo congenito di pensare e di agire. Tutto ciò manifesta che si sta perdendo il senso critico nei confronti dei mezzi di comunicazione e della loro influenza negativa specialmente sui giovani.

Il Magistero afferma: “La famiglia ha il diritto di esigere che i mezzi di comunicazione sociale siano strumenti positivi per la costruzione di una società, che rafforzi i valori fondamentali della famiglia. Nel contempo la famiglia ha il diritto di essere adeguatamente protetta, specialmente per quanto riguarda i suoi membri più giovani, dagli effetti negativi e dagli abusi dei mass media.”(6).

Considerando l’anarchia mediatica e l’oggettivo carattere (e pensiero) debole della natura umana, è auspicabile, senza cadere nel puritanesimo, un “ritorno” alla “censura cautelativa”. Troppi genitori, a causa delle proprie assenze sempre più frequenti e dei relativi sensi di colpa, invece di essere i primi pedagoghi, preferiscono essere “amici e complici” dei figli, delegando ad altre istituzioni (tra cui la TV) la loro formazione. C’è una carenza di educazione alla responsabilità e al senso del peccato (Sigh! Perché non c’è una scuola per i genitori?), per cui sempre più spesso sentiamo dire: Che male c’è? Cosa ho fatto di male?

Ma, ciò che c’inquieta ancor di più è che, nonostante la voce autorevole del Magistero cerchi continuamente di aprire le orecchie e gli occhi alla gente, sulla libertà religiosa, sull’aborto, sull’eutanasia, sulla cultura sociale, sulla dignità della famiglia…, perfino i “cattolici” (almeno buona parte di loro) continuano ad essere sordi e ciechi. Purtroppo oggi sono ancora tanti i credenti tiepidi, silenziosi e buonisti dal sorriso beota, che non hanno capito che il vero scandalo è tacere! Il relativismo è astuto, infatti, si è insinuato anche nella coscienza di molti “cattolici libertari” che, a causa del disinteresse e dell’ignoranza sulla Rivelazione, non accettano più nessuna verità vincolante, né di fede, né di morale. La Chiesa non può adeguarsi alla mentalità del “politicamente corretto” (come ci hanno insegnato gli ultimi papi), essa non può essere reticente nei confronti della nuova (e molto simile a quella antica) menzogna satanica che è il relativismo. Non si è ancora capita l’enorme pericolosità di questa subdola ideologia, essa è molto più devastante e nefasta delle criminali ideologie nazi-fascista, comunista e del terrorismo islamico.

Come sono attuali le parole di San Paolo: Per questo sta scritto: ‘Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà. Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio.” (Ef 5,14-17). È facile riscontrare come a causa del “diabolico” relativismo religioso, si è instillato in non pochi “cristiani” una crisi della fede, come un malefico dubbio, che porta non solo a seguire false dottrine, ma a rinnegare la stessa divinità di Cristo.

Infine, c’è da combattere un altro nemico della capacità critica, il più pericoloso: l’abulia spirituale. Di fatto, la nostra società non s’interessa della dimensione spirituale dell’uomo, che va vissuta non come uno spiritualismo alieno dalla realtà. Crescono i deliri di onnipotenza, perché l’uomo crede di avere il possesso sulle cose e sulla sua stessa vita in modo illimitato. Ha ragione Ratzinger: “Un nuovo ordine mondiale economico e politico non funziona se non c’è un rinnovamento spirituale.”(7).

È triste constatare che tanti credenti non sanno più discernere e come non si accorgono della gravità del momento storico e politico. Tutto il popolo di Dio (in particolare coloro che hanno responsabilità pastorali nella Chiesa) deve operare una “permanente azione di discernimento sulla realtà…educandoci ed esercitandoci non solo nel discernimento personale, ma anche in quello comunitario”(8). Poiché, il credente sa che bisogna essere attenti, come afferma san Pietro: Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare.” (1Pt 5,8), oggi più che mai il discernimento è una virtù necessaria per portare frutti buoni.

Non a caso l’attuale Papa avverte la stessa Chiesa e il mondo che Dio sta minacciando il giudizio all'uomo, il quale si sente sempre più padrone assoluto della vita, della creazione e rigetta le leggi di Dio dalla società: “… il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: «Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto» (2,5). Anche a noi può essere tolta la luce, e facciamo bene se lasciamo risuonare questo monito in tutta la sua serietà nella nostra anima, gridando allo stesso tempo al Signore: "Aiutaci a convertirci!” (9).

La Chiesa è chiamata a svolgere in modo nuovo il suo compito di pedagoga nel dar luce alle coscienze; essa deve tener maggior conto dei segni dei tempi, utilizzando di più i mezzi oggi a disposizione (come mai non c’è una TV della CEI che trasmetta in chiaro su tutto il territorio nazionale?). L’azione pastorale deve mirare non solo ad insegnare la dottrina e la morale cristiana, ma soprattutto nell’aiutare l’uomo a crescere spiritualmente e a saper operare il discernimento del bene in ogni occasione, come c’insegna San Paolo: “… la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo…” (Ef 1,9-10). Il progresso sociale, quindi, si può realizzare solo con una rinnovata evangelizzazione che non si preoccupi semplicemente di proporre l’etica cristiana, ma che sia finalizzata principalmente all'incontro intimo con una Persona, Gesù, unico Salvatore, Via, Verità e Vita, perché è questo Incontro che cambia il cuore dell’uomo.

       Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Con un discernimento secondo lo Spirito, i cristiani devono distinguere tra la crescita del Regno di Dio e il progresso della cultura e della società in cui sono inseriti. Tale distinzione non è una separazione. La vocazione dell'uomo alla vita eterna non annulla, ma rende più imperioso il dovere di utilizzare le energie e i mezzi ricevuti dal Creatore per servire in questo mondo la giustizia e la pace.” CCC n°2820.

Purtroppo nella nostra società lo sviluppo tecnologico non va di pari passo con quello morale, anzi, in alcuni casi è inversamente proporzionale. Non si tratta di trovare una via di mezzo tra il rigorismo e il lassismo etico, ma di puntare primariamente su Cristo, sul “…conoscere lui, la potenza della sua resurrezione…” (Fil 3,10), di proporre con vigore, unitamente ai grandi valori cristiani, in particolare la centralità e dignità della persona (un sinolo di sarx-pneuma), l’unica verità costituente della nostra fede: Cristo Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per noi.

Questa è la strategia vincente contro la “dittatura del relativismo” (così definita da Ratzinger), che ha favorito la scarsa stima di sé anche nei cristiani. Per sconfiggerla è necessario partire da un’autentica esperienza religiosa e recuperare la nostra identità cattolica.

L’Europa stessa, infatti, a causa del relativismo, rifiuta di riconoscere le proprie radici, dimenticando di essere stata partorita dalla cultura cristiana (dal vero illuminismo), dall'incontro provvidenziale tra la rivelazione biblica (il Logos-Verità) e “la parte migliore” della filosofia greca (il logos-sapienza), tra l'Agape eterno fatto uomo e la sofia luminosa.

Dunque, per operare scelte responsabili e mature, c’è un bisogno urgente di saper discernere, di chiamare le cose per nome, di saper smascherare le menzogne e il loro legame con “il Menzognero” e valutare esattamente, con la capacità di giudizio, di saggezza e d’equilibrio che vengono dallo Spirito che illumina l’intelligenza e la stessa “ragione positivista”.

Il Magistero, docile alla fantasia dello Spirito, ha il compito di guidarci nella storia, conservando ciò che è opportuno conservare e progredendo in ciò che necessariamente deve progredire, senza cadere negli estremismi. Noi fedeli abbiamo il compito di cooperare, se è il caso, anche manifestando ai “pastori” il nostro pensiero con una critica costruttiva.

In ogni circostanza consideriamo il principio proposto da Benedetto XVI all'Università di Ratisbona: “Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio” e alla natura dell’anima. Quindi, Cristo è il nostro discernimento, dal suo Vangelo la nostra ragione è illuminata dalla ragionevolezza della fede, dall’amore del “Dio-logos", perchè la “Parola-Ragione” ha effuso lo Spirito di sapienza e di verità su tutti quelli che lo riconoscono Signore e salvatore, datore della vita e fine di ogni cosa, “Perciò… abbiate una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale…” (Col 1,9).

Quarto - Napoli, 11 / 01 / 2007                                                       mario d’agosto

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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di  strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”  (Marcel Proust, dal romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” volume -Il tempo ritrovato- 1927)

2  Giovanni Paolo II Messaggio Televisione e famiglia: criteri per sane abitudini nel vedere in occasione della XXVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, del 24-1-1994

3  Omelia Di Papa Benedetto XVI Basilica Vaticana Solennità Della Epifania Del Signore 06 gennaio 2007

4  Kahlil Gibran, “La voce del Maestro” Tascabili Newton p.39

5  Nella maggioranza dei quali ci sono immagini violente, uso di armi ed atteggiamenti  trasgressivi e diseducativi.

6  La Carta Dei Diritti Della Famiglia art. n°5 f - cfr. Papa Paolo VI, Messaggio per la Terza giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1969; Familiaris consortio, 76.

7  Omelia Di Papa Benedetto XVI Basilica Vaticana Solennità Della Epifania Del Signore 6 gennaio 2007

8  Mons. Gennaro Pascarella Vescovo di Pozzuoli “Messaggio al popolo di Dio” 26 novembre 2006 p.22

9  Cappella Papale Per L’apertura Della XI Assemblea Generale Ordinaria Del Sinodo Dei Vescovi, 02.10.2005

 
Intervista del TG Quarto Flegreo al diacono mario d'agosto -------------

Testiminianza di Lello e Anna della Comunità "Famiglia GeMaGi" - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 1ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli -------------

il vescovo Gennaro Pascarella - 2ª giornata gruppi famiglia - Diocesi di Pozzuoli ------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci parla della famiglia cristiana -------------

il Grande Papa GiovanniPaolo II ci dice: "Non abbiate paura..." ------------

Un video utile per riflettere sul rapporto genitori-figli ------------

Come affrontare la vita

 

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Le Beatitudini degli sposi

Mt5,3-10

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando, consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi del Signore.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Felici voi , quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sarà la vostra forza.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Felici voi, quando non date sfogo alla vostra aggressività, quando abbandonate il linguaggio prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del dono disarmato di voi stessi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Felici voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa testimonianza viva della Parola che salva.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Felici voi, quando imparerete a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilità; beati voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Felici voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ciò che è essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita, quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Felici voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni all'interno della vostra famiglia; beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Felici voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare la gioia del mattino di Pasqua.

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